Israele: la banalità del male e il male della banalità

banalità del male

A partire dal famoso libro di Hannah Arendt “La banalità del male” potremmo tentare di argomentare a proposito del male della banalità. Questa condizione o stato della mente, appunto la banalità, non è innocuo, non fa semplicemente ridere, anzi, è assai preoccupante.

La banalità, non avendo nessuna cognizione della complessità, stravolge la realtà. A renderla ancora più pericolosa è il fatto che essa attira le menti elementari e di bocca buona, quelle che sgranocchiano con gusto ciò che è alla portata dei loro denti cariati.

 Non è possibile ignorare il fatto che a proposito del drammatico conflitto israelopalestinese sui social è un dilagare di insulti verso Israele, frasi fatte, paragoni sgangherati ma d’effetto, slogan e ignobili battute; in sostanza vere e proprie banalità.

Su una di queste è opportuno fermarsi a riflettere. In occasione della partita per gli europei fra Italia e Israele qualcuno ha scritto – Fifa rassicura: i bambini resteranno solo raccattapalle, non bersagli. – Tale banalità ha lo scopo di dare a intendere il fatto che l’esercito israeliano spara volutamente su innocenti e inermi bersagli quali sono i bambini.

A parte il disgusto per una guerra nella quale i terroristi (non resistenti) di Hamas usino come scudi umani prima e come soggetti propagandistici poi i bambini per alimentare l’odio verso Israele, si aggiunge la disonestà intellettuale e morale di chi vi crede. Non solo dilaga la totale ignoranza ma anche l’insipienza logica.

In molti, evidentemente, s’erano convinti che dopo la carneficina del 7 ottobre 2023 non sarebbe accaduto niente. Dopo che in un solo giorno si sono avuti:1200 morti ammazzati, 250 rapiti, circa 5.000 razzi scagliati sui civili e l’incitamento all’intero mondo arabo di cancellare Israele dalla faccia della terra ecco che ci si aspetta, anzi, si pretende la pace, come una specie di silenzio assenso; la quiete dopo la tempesta.

Nei tanti dibattiti televisivi e/o sui giornali c’è chi parla di “retorica dell’aggressore e dell’aggredito (anche sulla guerra Russia-Ucraina) mentre, invece, si dovrebbe badare al contesto. Sta di fatto che l’aggressione in sé esaspera il già teso contesto e ne crea un altro che fa sì che dalla tensione si passi al conflitto vero e proprio: l’aggressione è dichiarazione fattuale di guerra, come nella storia è già accaduto più volte.

Ecco, allora, che dal vecchio cilindro sdrucito degli illusionisti della politica ONU ed europea si tira fuori, ancora una volta, il coniglio nato morto dei due popoli e dei due stati. Stupidamente si tenta di rianimarlo senza tenere conto dell’incontestabile verità storica per la quale tale soluzione è sempre stata violentemente rigettata e boicottata proprio dagli arabi e/o palestinesi.

Vi è in corso una guerra voluta e scatenata da Hamas che da circa vent’anni governa la Striscia e la governa perché nel 2007, dopo regolari elezioni, i palestinesi gli affidarono le loro sorti. In tutti questi anni, con i fiumi di danaro elargiti da UE, Stati Uniti, ONU e Iran, Hamas ha costruito 600km di gallerie sotterranee che sfociano sotto ospedali, scuole ed edifici civili di ogni sorta. Ha acquistato armi costose ed ha pianificato aggressioni di ogni tipo contro Israele fino al fatidico 7 ottobre 2023.

Qualcuno dovrebbe spiegare al genio che ha postato quella frase che dal dicembre 2024 Hamas ha stabilito che i bambini di 12 anni siano già abbastanza uomini tanto da essere armati e mandati a combattere contro l’esercito Israeliano: un dodicenne infarcito d’odio e con un mitra in mano è un soldato pronto ad ammazzare e a farsi ammazzare.

 Al solito genio qualcuno dovrebbe spiegare anche quanto riportato dal Wall Street Journal che rivela i messaggi tra Sinwar e gli altri capi di Hamas all’estero: una diabolica strategia del terrore. “Abbiamo bisogno del sangue di donne, bambini e anziani palestinesi, per la nostra lotta”.  

Allo stesso soggetto (genio) si dovrebbe spiegare anche il fatto che i dati sui morti del conflitto, forniti dal fantomatico “Ministero della sanità di Hamas”, non vengono controllati da nessuno ma l’assurdità sta nell’illogica informazione secondo la quale in due anni di guerra Israele avrebbe ucciso solo donne e bambini ma nemmeno un guerrigliero.

Sempre a proposito del numero dei morti civili nessuno dice che le vittime vengono conteggiate senza distinguere fra civili e guerriglieri. Come, giustamente, scrive il Riformista[1]: – non si tratta solo di uomini di Hamas ma vi sono anche altre fazioni estremiste operanti a Gaza, come Jihad islamica palestinese, comitati di resistenza popolare, Fronte popolare per la liberazione della Palestina, esercito dell’Islam, gruppi salafiti-jihadisti. Secondo diverse analisi, si stima che, probabilmente, il 50% dei deceduti appartenesse a forze combattenti. Dunque, anche accettando la cifra massima diffusa da Hamas, si tratterebbe di circa 30mila miliziani e altrettante vittime civili collaterali -.

Al solito pacifista da salotto (genio) sarebbe bene ricordare che in tutte le guerre, purtroppo, ci sono le vittime innocenti come in Ucraina, dove si aggiungono 20.000 bambini deportati in Russia; in Sudan, dove imperversa una sanguinosa guerra civile dal 15 aprile del 2023 con 60.000 vittime civili e milioni di persone che hanno dovuto abbandonare le proprie case ma per loro non salpa nessuna Flotilla.

Il politicamente corretto dell’antioccidentalismo alla moda, l’ammuffito antisionismo e l’ignoranza grassa sul piano storico formano un mix micidiale di disinformazione e indignazione di maniera. Si delira di giusta resistenza del popolo palestinese, mai esistito, a fronte di terre loro sottratte dalla prepotenza sionista.

I palestinesi, che in realtà sono siriani, non hanno mai posseduto quelle terre visto che gli ebrei le ricomprarono da ricchi emiri e sultani arabi pagando a caro prezzo dei pezzi di deserto che loro hanno reso vivibili. Quelle zone, abitate da ebrei e citate nel vecchio e nuovo Testamento, sono state rinominate “Palestina” dall’Imperatore Adriano nel 135 d.C. I sionisti, in quanto figli di Sion sono figli di quella Gerusalemme fondata 3000 anni fa da Re David della tribù di Giuda che, guarda caso, era ebreo fino all’osso.

Ci sarebbe molto altro da dire ma credo sia, purtroppo, inutile.


[1] Il Riformista, 1 agosto 2025.

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