È dal 1979 che l’Iran ha dichiarato guerra a Israele. La guerra spiegata bene

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Franco Londei - Editor

Giusto per essere chiari, chi scrive è fortemente critico di Donald Trump, lo reputa uno sbruffone, prepotente e fortemente egocentrico, un palazzinaro prestato incredibilmente alla politica che nel suo primo mandato aveva limitato i danni perché si era circondato di persone competenti (da Mike Pompeo in giù), mentre oggi si è circondato di spietati businessman che con la geopolitica non hanno nulla a che vedere.

Tuttavia, sempre chi scrive, ha condiviso in pieno l’attacco all’Iran e le motivazioni che hanno spinto Donald Trump e Benjamin Netanyahu a muovere guerra agli Ayatollah e a tutta la loro cricca di terroristi islamici, mafiosi e trafficanti internazionali di droga. Lo so, per il fantomatico “diritto internazionale” non è stato corretto ma da qui a far passare l’Iran per una vittima – come cercano di fare certi ambienti antisemiti – ce ne passa.

Vorrei allora fare un piccolo ripassino, qualcosa che anche un bambino delle elementari possa comprendere.

Nel 1979 in Iran vanno al potere gli Ayatollah con a capo il grande ayatollah Ruhollah Khomeini, il quale stabilisce sin da subito che non riconosce la legittimità dello Stato di Israele, definendolo una “entità sionista usurpatrice” e, basandosi su questa definizione, fa inserire in costituzione il famigerato Articolo 154 il quale stabilisce che l’Iran sostiene la lotta dei mostaz’afin (gli oppressi) contro i mostakbirin (gli oppressori) in tutto il mondo, principio usato per legittimare il supporto a gruppi come Hamas e Hezbollah contro Israele e per finanziare il terrorismo in tutto il mondo.

Non è vero quindi che l’Iran ha in Costituzione un articolo che chiede la distruzione di Israele, è una leggenda. Tuttavia ha in Costituzione un articolo che ne giustifica la distruzione in quanto usurpatore di terre musulmane.

Quindi sin dalla sua nascita, nel 1979, la Repubblica Islamica dell’Iran ha messo tra i suoi obiettivi quello della distruzione di Israele, obiettivo diventato ben presto primario.

In questi anni l’Iran degli Ayatollah ha trasformato la Siria e il Libano in due sue province, distruggendo letteralmente questi due paesi arabi. Ha creato Hezbollah, cioè la milizia terroristica più potente al mondo che oltre a controllare (letteralmente) il Libano, è diventata ben presto una organizzazione criminale internazionale con diramazioni in Sud America e Africa diventando praticamente una multinazionale della droga. Ha supportato e armato i ribelli Houthi delle Yemen, portandoli praticamente al potere. Ha finanziato e armato Hamas e la Jihad Islamica palestinese portandoli a compiere il massacro del 7 ottobre 2023. Chiaramente ho sintetizzato perché l’Iran ha fatto tante altre cose, a partire dal finanziare attentati contro obiettivi ebraici.

Dunque, fino a pochi giorni fa era l’Iran ad attaccare Israele. Era l’Iran che aveva finanziato il massacro del 7 ottobre 2023. Era l’Iran che attraverso Hezbollah lanciava missili contro Israele sin dal giorno successivo a quel massacro costringendo migliaia di israeliani a lasciare le loro case. Eppure non mi sembra di aver sentito voci a riguardo. Non mi sembra di aver visto “attivisti per i diritti umani” attaccare Teheran. Quegli attivisti non li ho visti nemmeno dopo che i Basij hanno massacrato 35.000 ragazzi iraniani in due giorni riempiendo le città persiane di cadaveri. Cadaveri veri e visibili, non virtuali.

Quindi adesso cosa succede? Qual è la novità? Succede che dopo 47 anni (mese più, mese meno) Israele decide di rispondere alla dichiarazione di guerra dell’Iran e invece di subire attacchi sul suo territorio, attacca quello iraniano. Ripeto: Israele decide di rispondere che è ben diverso da Israele attacca l’Iran. Tutto chiaro no? NO.

Accendi la televisione o vai a leggere i siti web della stampa mainstream e scopri che l’Iran è la vittima, che è l’aggredito, uno che ha aggredito per 47 anni. Scopri che Ali Larijani e Gholam Reza Soleimani, principali responsabili per il massacro di 35.000 iraniani e di migliaia di esecuzioni, sono vittime di una azione che ha violato il Diritto Internazionale e che quasi quasi ci sta pure una denuncia per crimini di guerra al Tribunale Penale Internazionale.

Non si capisce se è meglio alzare le braccia o farle cadere. L’odio antisemita è così forte da trasformare un aggressore che per 47 anni ha lavorato incessantemente per attuare un altro genocidio di ebrei, in una vittima di quegli ebrei che avrebbe voluto sterminare e che si sono difesi. Siamo veramente al capovolgimento della realtà.

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo