Le prime reazioni in Israele all’accordo tra Trump e Iran

israele perde consenso, nella foto bibi e trump

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato ieri sera che «l’accordo con l’Iran è stato concluso», dichiarando l’apertura immediata dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale americano nella zona. La cerimonia ufficiale della firma si terrà il 19 giugno in Svizzera.

Dopo l’annuncio di Trump, l’agenzia di stampa iraniana “Fars” ha riferito che l’Iran ha annullato i negoziati a seguito dell’attacco israeliano di ieri nel quartiere di Dahiya, e si è persino preparato ad attaccare Israele. Tuttavia, a seguito delle concessioni dell’ultimo minuto offerte da Trump – tra cui il mantenimento dell’integrità territoriale del Libano, il ritiro di Israele dal confine libanese e l’immediata revoca del blocco navale – l’Iran si è convinta a rinunciare all’attacco.

L’agenzia di stampa iraniana “Mehr” ha pubblicato ieri sera i dettagli della bozza del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, sostenendo che uno dei punti prevede «la cessazione definitiva e immediata della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano».

Per il momento, il testo del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran non è stato pubblicato ufficialmente, e tutte le notizie sul suo contenuto provengono da fonti iraniane.

Israele ha già chiarito ufficialmente il 12 giugno, in un comunicato del primo ministro Benjamin Netanyahu, di non essere parte del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran

Alti funzionari politici israeliani esprimono grave preoccupazione per le notizie iraniane, secondo cui l’attacco missilistico iraniano contro Israele sarebbe stato annullato dopo che Trump, come detto, avrebbe assicurato all’Iran che Israele si sarebbe ritirato dal Libano e che l’integrità territoriale del Libano sarebbe stata preservata. Secondo loro, Israele ha già chiarito ufficialmente il 12 giugno, in un comunicato del primo ministro Benjamin Netanyahu, di non essere parte del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. In questo contesto, a Gerusalemme si oppongono in questa fase a qualsiasi clausola che tratti della fine dei combattimenti e del ritiro dal Libano, se non nell’ambito di accordi diretti con il governo libanese.

Le fonti aggiungono che Israele è vincolato esclusivamente a quanto concordato nell’ultimo ciclo di negoziati tra Israele e Libano, tenutosi il 4 giugno, riguardo all’attuazione del cessate il fuoco e al progresso verso la creazione di “zone pilota” in cui l’esercito libanese assumerà il controllo, senza la presenza di Hezbollah. È stato inoltre concordato che Hezbollah avrebbe cessato il fuoco e che tutti i suoi militanti si sarebbero ritirati dalla zona a sud del fiume Litani.

Secondo loro, l’Iran sta cercando di consolidare la formula dell’“unità dei fronti” attraverso il memorandum d’intesa con gli Stati Uniti, ma ciò non è accettabile per Israele, e gli Stati Uniti commetterebbero un grave errore se lo accettassero.

Alti funzionari della sicurezza ritengono che l’Iran e Hezbollah non siano disposti a permettere a Israele di plasmare una realtà che escluda il Libano dall’equazione dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, o che ne comprometta la posizione in tale contesto.

A loro avviso, il governo libanese ufficiale è molto preoccupato dalla possibilità che l’Iran rafforzi, attraverso il memorandum d’intesa, la posizione di Hezbollah in Libano. L’inclusione di una clausola relativa al Libano nel memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran dà slancio a Hezbollah e compromette gli sforzi di Israele e del governo libanese volti a indebolire la posizione dell’organizzazione terroristica nel Paese e a disarmarla.

Ciò potrebbe mettere a rischio la partnership in materia di sicurezza che si sta delineando tra Israele e il governo libanese nell’ambito dei negoziati diretti in corso a Washington, volti a riportare la calma al confine comune e a promuovere un accordo di pace tra i due paesi.

Articoli simili