Bernie Sanders: «se eletto riporterò l’ambasciata americana a Tel Aviv»

Se Bernie Sanders sarà eletto alla presidenza degli Stati Uniti trasferirà nuovamente l’ambasciata americana in Israele da Gerusalemme a Tel Aviv.

Lo ha fatto intendere ieri sera durante il dibattito tra i candidati democratici che si stanno giocando la possibilità di sfidare il Presidente Donald Trump alle prossime presidenziali.

Sanders è stato particolarmente duro anche con il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, definito un «razzista reazionario».

«Sono molto orgoglioso di essere ebreo» ha detto Bernie Sander. «Ho vissuto alcuni mesi in Israele, ma quello che vedo in questo momento è un paese guidato da un razzista reazionario» ha poi continuato il candidato democratico riferendosi a Netanyahu.

«La nostra politica estera nel Medio Oriente dovrebbe riguardare assolutamente la protezione dell’indipendenza e della sicurezza di Israele, ma non si può ignorare la sofferenza del popolo palestinese» ha poi aggiunto senza però specificare a quale “sofferenza” sarebbero sottoposti i palestinesi riproponendo così la retorica ormai vetusta di un “popolo palestinese sofferente” per colpa di Israele e non, come in realtà, per colpa della politica palestinese.

Ed è questo il vero punto che nessuno dei candidati democratici ha toccato. Continuano a incolpare la politica israeliana di tutti i mali dei palestinesi facendo ben attenzione a non accennare mai alle incredibili responsabilità di 70 anni di politica dell’odio e della guerra portata avanti dalla leadership palestinese.

Senza contare poi i miliardi di dollari che i boss di Ramallah hanno fatto sparire nel nulla, una quantità di denaro immensa che se usata anche solo in minima parte per lo sviluppo palestinese oggi permetterebbe agli arabi di vivere una vita moderna e agiata.

Ma ormai la retorica della sinistra americana è questa, in special modo proprio quella di Bernie Sanders: israeliani cattivi e razzisti, palestinesi vittime degli israeliani e non della loro inutile e dannosa leadership.

Anche se ieri sera non ne ha fatto cenno, va fatto notare che uno dei punti cardini della politica di Sanders in Medio Oriente è la riduzione degli aiuti militari a Israele e di condizionarli al fatto che lo Stato Ebraico accetti di tornare ai confini del 1967. Insomma, un ricatto bello e buono.