Il dittatore turco, Recep Tayyip Erdogan, ieri sera ha presieduto una riunione di emergenza dopo gli attacchi portati nelle ultime ore dalla Russia e dall’esercito siriano contro le milizie turche in Siria.

Nella riunione, alla quale erano presenti il Ministro della difesa turco, Hulusi Akar, e i comandanti delle milizie islamiste, è stata decisa una “ferma reazione” che stamattina si è trasformata nel bombardamento “di tutte postazioni siriane conosciute”.

Nella stessa riunione è stato deciso che da ora in poi la Turchia non fermerà più i rifugiati siriani e i migranti che intendono raggiungere l’Europa.

«Abbiamo deciso di non fermare più i profughi siriani che intendono raggiungere l’Europa via terra e via mare» ha detto un funzionario turco alla Reuters. «Ora tutti i rifugiati, compresi i siriani, sono invitati a entrare nell’Unione europea».

Circa un milione di profughi siriani sono in fuga dalla regione di Idlib e in previsione del loro arrivo la polizia turca, la guardia costiera e i funzionari di sicurezza delle frontiere hanno ricevuto l’ordine di non fermare più nessuno ai valichi di passaggio con la UE.

Questa mossa di Erdogan annulla di fatto gli accordi raggiunti con l’Unione Europea nel 2016 e apre la strada verso l’Europa ai 3,5 milioni di profughi già “ospitati” in Turchia oltre a quelli che stanno arrivando dalla provincia siriana di Idlib.

Non sono chiari i motivi della decisione di Erdogan anche se sembrano essere ricollegabili al silenzio europeo sulla offensiva russo-siriana e sulle critiche mosse da Bruxelles all’occupazione turca di una parte della Siria.

La drammatica decisione di Erdogan arriva in uno dei momenti più critici per l’Unione Europea con l’epidemia di Coronavirus che si sta diffondendo in tutto il continente. Controllare milioni e milioni di profughi siriani e migranti dall’Asia sarà quindi un compito impossibile che probabilmente manderà in tilt tutto il sistema.