Gli utili idioti funzionali ad Hamas e al terrorismo islamico

Qualcuno dovrebbe spiegare come mai quello che è normale in tutto il mondo, cioè combattere il terrorismo islamico, non lo è quando di mezzo c’è Israele.

Da anni ormai denunciamo il fatto che la stampa internazionale non parla mai dei missili che piovono sui civili israeliani poi, non appena Israele decide di reagire, si scatena il pandemonio e da vittima Israele si trasforma in un batter d’occhio in carnefice.

Il segno si è passato proprio durante l’ultima escalation tra Israele e i gruppi terroristici islamici di Gaza.

La “grande stampa” internazionale ha praticamente ignorato le concessioni fatte da Israele ad Hamas, concessioni fatte nel contesto del raggiungimento di un cessate il fuoco a lungo termine che dovrebbe portare enormi benefici alla Striscia di Gaza più che a Israele.

Non paghi, i media internazionali hanno ignorato che proprio mentre Israele faceva quelle concessioni i terroristi islamici hanno scatenato contro lo Stato Ebraico una vera e propria pioggia di missili che in qualsiasi altra parte del mondo avrebbe comportato reazioni durissime a livello militare e l’immediato stop a tutte le concessioni.

E tutto questo arrivava dopo che da mesi i terroristi islamici di Gaza lanciavano contro la popolazioni civile israeliana che vive lungo il confine migliaia di palloni esplosivi e incendiari senza che Israele reagisse in alcuna maniera se non colpendo sporadicamente le piattaforme di lancio.

Poi succede che il Governo israeliano decida di reagire colpendo in maniera chirurgica obiettivi della Jihad Islamica e di Hamas facendo però molta attenzione a non colpire i civili. E cosa succede? La “grande stampa” internazionale si scatena e fioccano le accuse contro Israele reo di essersi finalmente difeso.

Gli utili idioti di ogni caratura, dal semplice blogger alle testate più importanti, inondano il web di accuse contro i “cattivi israeliani” colpevoli di difendersi dal terrorismo islamico, cioè di fare quello che nel resto del mondo sarebbe normale. Solite denunce dalla UE, dall’ONU e da ogni sigla immaginabile presente sul pianeta Terra. Non una parola sul perché della reazione israeliana, anzi, la parola “reazione” viene accuratamente occultata.

Il problema è gli utili idioti sono utili veramente ai terroristi islamici. In qualche modo finiscono per condizionare la reazione israeliana, mai definitiva come in molti ormai chiedono da anni.

Questa faccenda va avanti ormai da anni e i terroristi islamici sono maestri nell’approfittarne. Il ciclo è sempre lo stesso. Lanciano missili e ordigni fino a provocare la reazione di Israele per poi passare da vittime quando gli israeliani reagiscono.

Israele fa concessioni di ogni tipo, fa persino passare milioni e milioni di dollari del Qatar, allarga la zona di pesca, fa passare merci di ogni tipo e concede migliaia di permessi ai commercianti di Gaza ma viene comunque attaccato.

Perché? Perché Israele non chiude definitivamente la pratica? Perché se lo facesse verrebbe messo in croce e passerebbe da vittima a carnefice in men che non si dica.

Però non è che si possa andare avanti così all’infinito. Utili idioti o meno, Israele deve decidere cosa fare con i terroristi islamici che infestano la Striscia di Gaza costringendo milioni di persone a subire le conseguenze delle loro azioni. E quando dico “milioni di persone” intendo sia israeliani che arabi perché anche la popolazione di Gaza è vittima dei terroristi islamici.

Ma questo per gli utili idioti è ininfluente. L’importante è trovare sempre il modo di dare addosso a Israele infischiandosene bellamente di quello che succede ai civili. E sono così bravi a farlo che sembrano addestrati da Hamas e dalla Jihad Islamica.

Ora però a Gerusalemme devono decidere veramente se proseguire su questa strada che fino ad ora non ha portato a nulla, o decidere finalmente di disinteressarsi delle opinioni del mondo e degli utili idioti e mettere fine definitivamente al regno di terrore di Hamas e della Jihad Islamica nella Striscia di Gaza.

Presumibilmente non accadrà nulla prima del 2 marzo, giorno delle elezioni in Israele. Ma dopo, a prescindere da chi vincerà le elezioni, il problema andrà affrontato in maniera definitiva. E si lascino fare pure gli utili idioti. Il circolo vizioso va spezzato una volta per tutte.