Israele colpisce la Jihad Islamica in Siria e a Gaza

Quando la misura è colma non resta altro da fare che reagire. Nella notte scorsa jet israeliani hanno colpito obiettivi della Jihad Islamica, il gruppo terrorista palestinese legato direttamente all’Iran, in Siria e nella Striscia di Gaza.

E questa volta non ci sono segreti. Il Comando dell’IDF ha ammesso apertamente di aver attaccato le basi della Jihad Islamica in Siria e a Gaza in risposta agli ultimi attacchi del gruppo terrorista sostenuto da Teheran, l’ultimo ieri quando diversi missili sono stati sparati dalla Striscia di Gaza verso il sud di Israele.

È la prima volta che Israele colpisce la Jihad Islamica fuori da Gaza. Ad essere colpiti sono stati siti utilizzati per la ricerca e la costruzione di armamenti nonché depositi di combustibile per i missili nei pressi dell’aeroporto di Damasco e nella Striscia di Gaza.

Ieri sera diversi missili sono stati sparati contro Ashkelon, Sderot e le comunità dell’area di confine. La Jihad Islamica ha rivendicato gli attacchi.

L’intelligence israeliana da tempo era venuta a conoscenza che in Siria, nei pressi di Damasco, l’Iran stava trasferendo le armi destinate al gruppo terrorista palestinese nonché componenti d’arma che una volta fatti arrivare a Gaza e assemblati sarebbero stati una minaccia concreta per Israele.

Fonti siriane riferiscono di enormi esplosioni nei pressi dell’aeroporto di Damasco e di un “possente sbarramento di contraerea” che però non ha provocato alcun danno ai jet israeliani, tutti rientrati incolumi alle loro basi.

Nella Striscia di Gaza gli attacchi israeliani hanno colpito invece depositi di armi e postazioni di lancio dei missili. Ci sarebbero quattro feriti tra i terroristi.

Ormai da tempo i terroristi palestinesi legati a Teheran cercano di colpire Israele anche cercando di infiltrarsi nello Stato Ebraico o, come pochi giorni fa, cercando di colpire i militari israeliani con l’uso di cecchini.

L’obiettivo della Jihad Islamica sembra essere quello di impedire un accordo di cessate il fuoco a lungo termine tra Israele e Hamas che di fatto toglierebbe a Teheran una potente arma di pressione verso lo Stato Ebraico.