Nonostante i tanti segnali di cambiamento nei confronti di Israele e degli ebrei che arrivano dal mondo arabo, nonostante l’imminente svolta nelle relazioni tra Gerusalemme e i Paesi del Golfo, l’odio anti-ebraico è duro a morire, soprattutto in Arabia Saudita.

Un rapporto pubblicato dalla IMPACT-se, l’Istituto per il monitoraggio della pace e della tolleranza culturale nell’istruzione scolastica, che analizza i contenuti dei libri di testo sauditi per l’anno accademico 2019-2020, rivela infatti che nelle scuole saudite l’odio anti-ebraico non solo è duro a morire ma che addirittura la retorica anti-ebriaca si è addirittura accentuata.

Lo studio ha analizzato circa 200 libri di testo destinati all’insegnamento nelle scuole primarie saudite e il quadro che ne emerge è assolutamente desolante.

Agli studenti sauditi viene insegnato che i sionisti sono nemici dell’Islam e che il movimento sionista è razzista.

Israele, che non viene mai nominato nei libri ma viene individuato come “nemico sionista”, è accusato tra l’altro di aver danneggiato l’Islam. Alcuni dei 200 libri analizzati menzionano addirittura il “dovere religioso di uccidere gli ebrei” che vengono definiti “scimmie ebree”.

Un libro di testo destinato alle scuole superiori dedica un capitolo a come “combattere gli ebrei” e riporta integralmente una citazione degli Hadith (detti di Maometto) nel quel il Profeta afferma: «il Giorno del Giudizio non verrà prima che i musulmani combattano contro gli ebrei, e gli ebrei si nasconderanno dietro le rocce e gli alberi, ma le rocce e gli alberi diranno: Oh musulmano, oh servo di Allah, c’è un ebreo dietro di me, vieni e uccidilo …».

Altri libri riportano mappe del Medio Oriente dove al centro c’è solo la Palestina mentre Israele non viene nominato.

La mappa del Medio Oriente dove Israele non viene nominato

L’odio anti-ebraico viene alimentato in ogni modo. In diversi libri, anche destinati ai più piccoli, viene insegnato che «l’occupazione ebraica lavora giorno e notte per demolire la moschea di Al-Aqsa o bruciarla e danneggiarla».

Nei libri di testo sauditi non mancano neppure incitamenti all’odio verso gli iraniani che vengono descritti come “radicali che hanno influenzato il Golfo Persico”. Nei libri di quest’anno vi sono anche richiami all’odio contro la Turchia che non ha buone relazioni con l’Arabia Saudita.

Quello che ne emerge è quindi un quadro assolutamente desolante che mostra la vera faccia dell’Arabia Saudita, molto diversa da quella che i sauditi vorrebbero far vedere nella politica internazionale.

Crescere i propri figli instillando l’odio verso quelli che i sauditi ritengo “nemici” e in particolare verso gli ebrei (non solo verso Israele) è davvero nocivo perché lavora sulle generazioni future.

Qualche tempo fa persino il presidente Trump chiese all’Arabia Saudita di smettere di instillare odio attraverso i libri di testo scolastico, richiesta prontamente rispedita al mittente da Riad.