Cittadini del sud di Israele manifestano a Tel Aviv contro politiche governo

Il sud di Israele si trasferisce per un giorno nel nord di Israele portando con se non solo la rabbia ma anche tutto l’armamentario necessario a far sentire ai cittadini di Tel Aviv come si vive e come ci si sente sotto la continua minaccia dei missili si Hamas.

Centinaia di residenti delle comunità che vivono al confine con la Striscia di Gaza hanno inscenato ieri sera una manifestazione pacifica a Tel Aviv per sensibilizzare sia la popolazione del nord che il Governo sulla drammatica situazione nella quale sono costretti a vivere a causa della minaccia di Hamas e chiedono, giustamente, al Governo di mettere fine una volta per tutte alla minaccia rappresentata dai terroristi palestinesi specie dopo il massivo attacco della notte tra venerdì e sabato quando oltre trenta missili sono stati lanciati dai terroristi islamici contro il sud di Israele.

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«Noi non manderemo i nostri figli a scuola anche se Lieberman ha detto che adesso è sicuro» ha detto uno dei manifestanti mentre altri facevano suonare le sirene di “codice rosso” per far sentire agli abitanti di Tel Aviv come si vive al sud.

Incendi provocati dai palloni incendiari lanciati dai terroristi nel sud di Israele

«I residenti della regione di confine con Gaza sono costantemente sotto attacco e le mosse non vengono dettate dal governo israeliano ma dai terroristi palestinesi» ha detto un altro manifestante. «Per questo abbiamo deciso di manifestare a Tel Aviv, per dire ai nostri fratelli come siamo costretti a vivere» ha poi continuato l’uomo.

«Fratelli svegliatevi, il sud è in fiamme e il nostro sangue sta scorrendo» scandivano i manifestanti rivolti agli abitanti di Tel Aviv.

Per oggi è prevista un’altra manifestazione di protesta, questa volta presso il valico di Kerem Shalom da dove passano gli aiuti alla popolazione di Gaza e il carburante. I manifestanti intendono bloccare il flusso di camion che portano la benzina e il gasolio a Gaza, lo stesso che poi viene usato per lanciare palloni incendiari che stanno distruggendo colture e ambiente nel sud di Israele.

Miri Asulin di Sderot ha preso il microfono e ha descritto gli eventi del fine settimana: «I miei figli e io stavamo camminando attraverso un’area di 500 metri senza accesso ai rifugi quando da Gaza sono stati lanciati dei razzi e Iron Dome ha iniziato a intercettarli sopra le nostre teste. E’ stato terrificante». Poi andando avanti ha raccontato come suo figlio maggiore ha protetto il fratellino con il suo corpo. «Siamo stanchi di stare seduti inermi. Sono 17 anni che lo facciamo» ha poi proseguito la donna, «abbiamo i migliori soldati del mondo, devono distruggere le organizzazioni terroristiche» ha poi concluso.

A turno i manifestanti, tra i quali molti bambini, si sono alternati nel raccontare ai cittadini di Tel Aviv le loro sensazioni e come sono costretti a vivere ormai da 17 anni e hanno chiesto ai loro fratelli di supportarli nelle loro richieste al Governo.

Questa è la prima vera manifestazione dei cittadini del sud di Israele contro la politica del Governo nei confronti dei terroristi e probabilmente non sarà l’unica.

Al momento non ci sono reazioni da parte dell’esecutivo a questa pressante richiesta dei cittadini del sud di Israele ai quali non va già che a Gerusalemme pensino solo di trattare con Hamas e con gli altri gruppi terroristici e che, nonostante i continui attacchi, continuino a rifornire la Striscia di Gaza di carburante e di viveri.

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