Crosetto: «non ci facciamo dare ordini da Israele». Ma da Hezbollah si

by Franco Londei
ministro crosetto e unifil

Premetto che qualsiasi sia stato il motivo della provocazione dell’IDF verso UNIFIL (provocazione, non attacco che è altra cosa), a mio modesto parere è stata una decisione sbagliata a livello diplomatico anche se a livello militare avrà avuto le sue ragioni.

Ciò premesso, ieri abbiamo sentito tutti tuonare il Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, contro la provocazione israeliana nei confronti di UNIFIL. Il “gigante”, nel ricostruire tutta la storia in cui si inserisce la richiesta israeliana rivolta a UNIFIL di spostarsi di qualche Km a nord per la loro sicurezza, ha detto che «l’Italia non si fa dare ordini da Israele».

Bene, mi sembra giusto, come mi sembra giusto che il Ministro della difesa italiano si faccia valere a livello internazionale. Ma mi sorge un dubbio. Come mai questo atteggiamento così “marziale” non è mai stato tenuto nei confronti di Hezbollah? Eppure UNIFIL sono decenni che si sottomette agli ordini del gruppo terrorista libanese legato all’Iran.

Il compiti di UNIFIL dettati dalla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e ben esposto sul sito del Ministero della Difesa Italiano erano (e sarebbero), tra le altre cose:

  • accompagnare e sostenere le Lebanese Armed Forces (LAF) nel loro rischieramento nel Sud del paese, comprendendo la Blue Line (fallito)
  • assistere le LAF nel progredire verso la stabilizzazione delle aree (fallito):
  • pieno rispetto della Blue Line (fallito);
  • prevenire la ripresa delle ostilità, mantenendo tra la Blue Line e il fiume Litani una area cuscinetto libera da personale armato, assetti ed armamenti che non siano quelli del Governo libanese e di UNIFIL (fallito);
  • mettere in atto i rilevanti provvedimenti degli accordi di TAIF, e della Risoluzione 1559 (2004) e 1680 (2006), che impongono il disarmo di tutti i gruppi armati in Libano;
  • nessuna arma o autorità che non sia dello Stato libanese (fallito);
  • nessuna forza straniera in Libano senza il consenso del Governo (fallito);
  • nessun commercio o rifornimento di armi e connessi materiali al Libano tranne quelli autorizzati dal Governo (fallito);

Bene, tutte queste cose UNIFIL non le ha mai fatte, non perché non le volesse fare, ma perché Hezbollah gli ha impedito di farle ordinando a UNIFIL di stare alla larga dagli affari di Hezbollah e di Teheran.

Quindi UNIFIL e di conseguenza l’Italia, prende ordini da Hezbollah e da Teheran quando si tratta di trasformare il sud del Libano in una santabarbara puntata su Israele, ma non prende ordini da Israele quando si tratta di salvaguardare la sicurezza dei militari UNIFIL? È questo che ci sta dicendo il Ministro Crosetto?

Concludo con alcuni dati usciti proprio ieri. Dana Polk, ricercatrice presso l’Alma Center, ha calcolato che da quando Hezbollah ha iniziato a combattere contro Israele al confine settentrionale l’8 ottobre 2023 fino al primo ottobre 2024, inizio della manovra di terra in Libano, sono stati effettuati 3.235 attacchi contro Israele. Dov’era UNIFIL? Eppure avrebbe dovuto impedire che tutto questo avvenisse. Su oltre tremila attacchi non è successo nemmeno una volta perché Teheran e i suoi scagnozzi avevano ordinato a UNIFIL di stare alla larga.

Quindi, Ministro Crosetto, le chiedo: non crede che se l’Italia non debba prendere ordini da Israele altrettanto non lo debba fare da Teheran? Perché Hezbollah è Teheran.

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