Middle East

Delegazione di Hamas in Iran per il giuramento di Rouhani. E l’Europa che ne pensa?

Che ne pensa l’Europa del fatto che una delegazione ufficiale di Hamas si recherà in Iran per il giuramento di Hassan Rouhani su invito delle stesse autorità iraniane? Che ne pensa l’Europa del fatto che un gruppo terrorista riconosciuto dalla Stessa UE come tale venga invitato ufficialmente dal regime iraniano con il quale l’Unione Europea intrattiene, come se niente fosse, regolari rapporti commerciali e politici nonostante appoggi chiaramente e dichiaratamente il terrorismo islamico rappresentato da Hamas?

La notizia dell’invito di Hamas a Teheran è stata diffusa dalla stampa araba non senza un certo clamore unito allo stupore derivante dalla completa indifferenza mostrata dall’Unione Europea per un fatto effettivamente gravissimo.

Come giustamente fanno notare gli arabi, fino a poco tempo fa gli incontri tra Hamas e gli iraniani avvenivano più che altro in segreto ma di recente, anche grazie al colpevole silenzio delle autorità europee, il nuovo asse del male ha deciso di venire allo scoperto tanto che le riunioni tra Hamas, Hezbollah e gli iraniani vengono riprese direttamente dai media iraniani. E sarebbe stato proprio durante la recente riunione a Beirut che le autorità iraniane avrebbero invitato la delegazione di Hamas a Teheran.

Ora una domanda ci sorge spontanea: come fa l’Europa a mantenere regolari rapporti politico-commerciali con l’Iran ben sapendo che Teheran appoggia apertamente il terrorismo islamico di Hamas? Appoggiare Hamas non è forse come appoggiare ISIS? O Hamas è considerato un gruppo terrorista esattamente come ISIS e chi lo appoggia deve essere sanzionato, oppure nessuno dei due gruppi deve essere considerato terrorista e gli Stati canaglia che li appoggiano non devono essere perseguiti e sanzionati dall’Europa. Ma se, come crediamo, è buona la prima ipotesi l’Unione Europea ha l’obbligo di chiedere spiegazioni all’Iran e di sanzionare adeguatamente Teheran che oltre tutto minaccia continuamente di distruggere l’unica democrazia in Medio Oriente, Israele.

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