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Escalation tra Iran e Israele: tutto ampiamente annunciato, anche l’ipocrisia

Quanta ipocrisia c’è in coloro che oggi si dicono preoccupati della escalation tra Iran e Israele?

L’escalation tra Iran e Israele è quanto di più annunciato ci possa essere. E quei politici e media che oggi si dicono preoccupati sono solo degli ipocriti.

Sono mesi che l’Iran si sta posizionando in Siria con lo scopo di attaccare Israele. Lo abbiamo detto in tutte le salse, noi, il Governo israeliano e tutti i media “normali” che seguono le vicende del Medio Oriente.

Sono mesi che Israele attacca le postazioni iraniane in Siria per impedire il posizionamento iraniano in Siria e la consegna di armi a Hezbollah.

Sono mesi che da Teheran arrivano dichiarazioni chiarissime e inequivocabili sulle loro intenzioni. Ma nemmeno la scoperta dei tunnel di Hezbollah, un vero e proprio atto di guerra nei confronti di Israele, è riuscito a scalfire l’indifferenza di coloro che oggi si dicono “preoccupati” della escalation tra Iran e Israele.

Ieri l’Iran è andato oltre lanciando per la prima volta un missile terra-terra contro un centro turistico israeliano con il chiaro intento di colpire i civili. E a quanto sembra lo avrebbe fatto da una postazione dove non dovevano esserci iraniani, almeno secondo gli impegni presi dalla Russia di Putin con Gerusalemme.

La risposta israeliana è stata naturale, persino ponderata dato che a differenza degli iraniani gli aerei israeliani hanno colpito solo ed esclusivamente obiettivi militari.

L’Iran mette in pericolo la Siria e il Libano

Con la sua intenzione di posizionarsi in Siria per attaccare Israele, l’Iran mette in grave pericolo sia la Siria, che di ulteriori guerre non ne avrebbe davvero bisogno, che il Libano da dove operano gli Hezbollah, il maggiore proxy iraniano nella regione.

Sono passati mesi da quando Israele ha denunciato il fatto che Hezbollah e l’Iran stavano costruendo o riconvertendo missili nel cuore di Beirut mettendo scientemente in grave pericolo la popolazione civile usandola come scudi umani, ma nessuno si è sentito l’obbligo di dire una sola parola a riguardo. E sono sempre quelli che oggi si dicono preoccupati della escalation tra Iran e Israele.

Nemmeno una parola pure sui tunnel di Hezbollh – l’ultimo scoperto solo pochi giorni fa – costruiti sotto gli occhi di UNIFIL. E oggi questa gente si dice preoccupata? Ma quanta ipocrisia hanno?

Se non volevano una escalation tra Iran e Israele dovevano intervenire prima, fare pressioni sulla Russia affinché mettesse gli iraniani fuori dalla Siria, dovevano chiedere a UNIFIL di agire contro Hezbollah invece di chiudere gli occhi. Oggi questa gente non può parlare, deve solo stare zitta e vergognarsi.

L’escalation tra Iran e Israele non è solo il frutto delle mire espansioniste iraniane ma è anche il frutto di una indifferenza generale sulla minaccia iraniana allo Stato Ebraico, una minaccia grave ed esistenziale alla quale Israele non poteva non rispondere.

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