Finalmente Israele ha attaccato il programma nucleare iraniano

Il ministro della Difesa Israel Katz, al centro a destra, incontra il capo di stato maggiore delle IDF, tenente generale Eyal Zamir, al centro a sinistra, ei vertici dell'esercito prima dell'operazione israeliana contro il programma nucleare iraniano

L’attacco di Israele al programma nucleare iraniano doveva essere portato a termine decenni fa, ma prima un disastroso accordo con Teheran da parte dell’Amministrazione Obama, poi la “troppa prudenza” delle amministrazioni che si sono susseguite, hanno di fatto rimandato ciò che non poteva più essere rinviato.

L’attacco di questa notte è stato devastante. Colpite almeno tre centrali nucleari, in particolre quello di Natanz colpito più volte con bombe penetranti. Colpiti centinaia di obiettivi militari. Decapitato il vertice dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC) con l’uccisione del Generale Hossein Salami.

Uccisi anche diversi ingegneri legati al programma nucleare iraniano. Tra loro i più importanti che lavoravano alla bomba atomica ci sono il Dr. Fereydoun Abbasi ucciso con la sua famiglia, il dott. Abdulhamid Minouchehr, membro della facoltà e preside della Facoltà di Ingegneria nucleare presso l’Università Shahid Beheshti e Ahmadreza Zolfaghari, professore presso la Facoltà di Ingegneria Nucleare dell’Università Shahid Beheshti.

Con evidenza l’attacco non è avvenuto solo dal cielo ma anche con squadre del Mossad sul terreno.

Nel momento in cui scriviamo si apprende che l’Iran ha lanciato almeno 100 droni contro Israele, ma si attende una risposta più massiccia anche se i caccia israeliani dovrebbero aver distrutto la maggior parte di lanciatori di missili senza i quali non è possibile una risposta massiva oltre che continuativa visti i tempi lunghi di ricarica.

Il capo di stato maggiore delle IDF, tenente generale Eyal Zamir, ha affermato che l’esercito sta “mobilitando decine di migliaia di soldati e preparandosi oltre ogni scenario”.

“Popolo d’Israele, non posso promettere un successo assoluto. Il regime iraniano tenterà di attaccarci in risposta. Il costo previsto sarà diverso da quello a cui siamo abituati”, ha detto Zamir, ma ha sottolineato: “Stiamo preparando questa operazione da molto tempo”.

In Cisgiordania, tutte le città palestinesi sono state chiuse fino a nuovo avviso. Nel nord, le IDF hanno dichiarato di aver mobilitato truppe per essere pronte a difendere o attaccare, se necessario.

L’articolo è in evoluzione…

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