Gli Stati Uniti invieranno al più presto a Israele le bombe da 500 libbre la cui spedizione era stata bloccata circa due mesi fa insieme ad una spedizione di bombe da 2.000 libbre per il timore che, se usate in contesti urbani, potessero colpire i civili.
A maggio la Casa Bianca aveva bloccato la spedizione di 1.800 bombe da 2.000 libbre e 1.700 bombe da 500 libbre per il timore che venissero usate nell’offensiva sulla città di Rafah.
Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin disse all’epoca che la spedizione di bombe sarebbe ripresa a condizione che Israele avesse fornito un piano per proteggere più di un milione di civili che cercavano rifugio a Rafah.
In questi due mesi Israele ha portato avanti l’offensiva su Rafah in maniera sapiente, cercando di limitare al massimo le vittime civili che, per altro, sono più spesso vittime di Hamas che usa i civili come scudi umani, piuttosto che delle bombe israeliane.
Per di più dopo tanti mesi di guerra finalmente l’Amministrazione Biden si è accorta che i numeri delle vittime forniti da Hamas (e solo da Hamas) sono pesantemente gonfiati e non tengono conto dei terroristi uccisi in combattimento, tra i 13.000 e i 18.000.
Un funzionario del Congresso ha affermato che i legislatori non erano stati informati della decisione di spedire le bombe da 500 libbre. Tuttavia le bombe fanno parte di un accordo che era stato precedentemente notificato al Congresso e non esiste alcun requisito formale per segnalare le singole spedizioni.
“A parte la spedizione con le bombe da 2.000 libbre che è stata sospesa e rimane sospesa, le spedizioni di armi continuano a procedere regolarmente. Ma non entreremo nei dettagli di ogni spedizione”, ha affermato un portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale.
Le spedizioni di armi dagli Stati Uniti a Israele continuano a essere un potente simbolo del sostegno americano e un potenziale strumento di pressione per l’amministrazione Biden.
