Ci sono voluti una manciata di minuti a Donald Trump per dimenticare le lunghe discussioni con i partner europei e con Volodymyr Zelensky e le buone intenzioni sul “non cedere alle richieste russe”. Appena visto Vladimir Putin si è scordato tutto, un po’ come succede con l’innamorata.
Certo che ci voleva una certa perfidia da parte di Trump per organizzare un’accoglienza come quella riservata al boia di Mosca, che mentre camminava allegramente verso il Presidente americano calpestando il lungo tappeto rosso, ordinava attacchi su vasta scala contro i civili ucraini. Nello stesso identico momento.
Come ci vuole una certa faccia tosta da parte di Putin a dire che se ci fosse stato Trump come Presidente non avrebbe mai invaso l’Ucraina, lui che da quando Trump è Presidente a letteralmente triplicato gli attacchi contro obiettivi civili.
Ieri sera mi sono perso un attimo a guardare una trasmissione su Rete 4 che sembrava di vedere quei talk show russi ma in lingua italiana, dove Liguori e Sansonetti magnificavano la “pace di Putin” e la saggezza di Trump nel dare al carnefice del Cremlino tutto quello che voleva per poi chiamarla “proposta di pace”. Per non parlare di una donna di cui adesso mi sfugge il nome la quale difendeva con veemenza l’idea di pace che ha Putin non solo nei confronti dell’Ucraina.
Mancava solo che chiedessero l’immediata rimozione di tutte le sanzioni alla Russia e saremmo davvero stati in un talk show russo.
Ora, personalmente quanto visto ad Anchorage mi ha dato il voltastomaco e per la prima volta in vita mia ho ringraziato di non essere un cittadino americano. Non si è mai visto un Presidente statunitense così soggiogato e letteralmente in mano ad un leader russo, tanto da far pensare seriamente che sarebbe il caso di investigare sui motivi di tanta accondiscendenza. Una vergogna.
Come è vergognoso sentire dire che “Putin ha vinto la guerra”. Quale guerra? L’aggressione all’Ucraina gli è costata oltre un milione di uomini, quasi l’intera flotta del Mar Nero (contro uno Stato senza marina), più di 10.000 carri armati, quasi 25.000 blindati, decine di migliaia di sistemi di artiglieria, centinaia di aerei ed elicotteri. E poi a causa di questa disfatta in Ucraina ha dovuto lasciare la Siria, che così tanto gli era costata. Per cosa? Per qualche centinaio di Kmq di territorio ucraino? E avrebbe vinto la guerra? Non l’ha vinta nemmeno per la propaganda russa.
Per fortuna che c’è Trump a sollevare il morale del maniaco di Mosca. La sceneggiata di Anchorage lo ha riportato tra i grandi della terra, visto che il leader della più grande potenza del mondo si è inginocchiato e gli ha baciato il culo (per citare Trump).
Quella che abbiamo visto in Alaska è la più imbarazzante resa americana della sua pur breve storia, una resa alla Russia senza che quest’ultima sparasse un colpo. Putin è semplicemente passato all’incasso.
Ecco, se vogliamo parlare di una vittoria della Russia parliamo di questo, non dell’Ucraina.
