I “coraggiosi” nemici di Israele? Tutti spacconi al riparo nei loro bunker

By Gabor H. Friedman - Senior consultant

Facile fare i nemici di Israele al riparo nei propri bunker. Nelle ultime ore sono accaduti due fatti, sempre opportunamente trascurati dalla stampa occidentale, che dimostrano quanto patetici e codardi siano i nemici di Israele.

Il capo di Hamas non incontra gli egiziani per paura di essere colpito

Il capo di Hamas, Yahya Sinwar, ieri non ha incontrato la delegazione egiziana con la quale doveva discute di un cessate il fuoco a lungo termine con Israele, per paura di essere colpito dagli israeliani dopo che nelle scorse ore il Ministro della difesa di Gerusalemme, Naftali Bennett, aveva detto che la leadership di Hamas era un obiettivo legittimo.

Sinwar non si sente al sicuro nemmeno a Gaza tanto che la delegazione egiziana, recatasi appositamente a Gaza per incontrarlo, non è riuscita in alcun modo a mettersi in contatto con lui.

Per il timore di essere individuato e colpito, il buon capo di Hamas ha inviato solo dei tirapiedi all’incontro con gli egiziani ma non ha mancato di rilanciare minacce contro Israele anche se al sicuro nel proprio bunker.

Alto ufficiale iraniano minaccia di radere al suolo Tel Aviv

Nelle stesse ore l’ex comandante delle Guardie della Rivoluzione iraniana (IRGC), Mohsen Rezaei, in una intervista alla stazione televisiva al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah, ha detto che «l’Iran sta cercando solo la scusa per poter radere al suolo Tel Aviv».

Sempre ben al sicuro, Rezaei ha detto che in caso di guerra con gli Stati Uniti la prima cosa che gli iraniani farebbero sarebbe quella di radere al suolo Tel Aviv e che Teheran non cerca che una scusa per farlo.

Beh, considerando tutti i colpi inflitti dall’aviazione israeliana alle basi iraniane in Siria, di occasioni per “radere al suolo Tel Aviv” Teheran ne ha avute quante ne voleva. Come mai non è avvenuto?

La realtà dei fatti è che i nemici di Israele sono bravissimi a lanciare minacce dai propri bunker, a minacciare sfracelli contro lo Stato Ebraico a condizione però che loro siano al sicuro.

Il capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, sono anni che vive come un sorcio in trappola, sottoterra, eppure continua a minacciare Israele. Nemmeno ci pensa di salire alla luce del sole.

Ecco cosa fanno i “coraggiosi” nemici di Israele. Magari mandano una donna o un bambino a farsi saltare in aria, inviano ragazzini in prima linea a provocare disordini al confine con Gaza, ma loro se ne stanno belli al sicuro nei loro blindatissimi rifugi. E c’è chi ancora li considera una controparte con cui parlare.

By Gabor H. Friedman Senior consultant
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Consulente per i progetti di sviluppo per diverse organizzazioni internazionali. Vive negli Stati Uniti