Il piano di pace americano per il Medio Oriente non prevede lo stato palestinese

Il piano di pace americano per il Medio Oriente, il cosiddetto “piano del secolo” a lungo atteso sarebbe in dirittura d’arrivo, almeno secondo il Washington Post che ne anticipa alcuni punti.

In realtà quanto anticipato da Washington Post non sarebbe così distante da quanto anticipato più di un anno fa Channel 10.

La cosa che appare più evidente e che sarà senza dubbio al centro delle contestazioni palestinesi e occidentali è senza dubbio il fatto che il piano americano non prevede la nascita di uno Stato Palestinese ma “solo” una autonomia palestinese.

La sicurezza di Israele prima di tutto

Tutto il piano di pace americano per il Medio Oriente sembra incentrarsi sulla sicurezza di Israele ma anche sullo sviluppo palestinese che, secondo il piano, dovrebbe favorire proprio la pace e la sicurezza reciproca.

Citando un alto funzionario della Casa Bianca il Washington Post riporta che lo stesso avrebbe affermato che «riteniamo di avere un piano equo, realistico e attuabile che consentirà alle persone di vivere una vita migliore».

Secondo il funzionario «sono stati esaminati gli sforzi del passato e le idee sollecitate da entrambe le parti e partner nella regione con il riconoscimento che ciò che è stato provato in passato non ha funzionato. Pertanto, abbiamo adottato un approccio non convenzionale basato sul non nascondersi dalla realtà, ma invece sulla verità».

Un invito rivolto ai palestinesi ad accettare il piano di pace americano è arrivato da Jason D. Greenblatt, uno dei più importanti negoziatori americani che ha contribuito notevolmente alla stesura del testo.

«Il nostro piano migliorerà notevolmente le vite dei palestinesi e creerà qualcosa di molto diverso da ciò che esiste» ha scritto Greenblatt su Twitter rivolgendosi all’Autorità Palestinese. «È un piano realistico per prosperare, ma prosperare significa anche fare compromessi».

I palestinesi non accetteranno il piano americano

I palestinesi, che hanno interrotto tutti i contatti ufficiali con l’amministrazione Trump nel dicembre 2017 quando il Presidente americano ha riconosciuto Gerusalemme quale capitale di Israele, hanno già fatto sapere che non accetteranno il piano di pace americano.

Questo atteggiamento è stato definito dagli americani «miope e contro gli stessi interessi palestinesi».