Se tu lanci una fune ad un uomo che sta annegando ma gli dici che non può afferrala per salvarsi, non solo non salvi l’uomo ma commetti una crudeltà perché lo illudi che lo stai salvando quando in realtà lo condanni a morte.
Questo è quello che sta avvenendo in Ucraina e in parte in Israele, anche se per lo Stato Ebraico la cosa è un pochino più complessa.
Con l’Ucraina invece è tutto maledettamente semplice. Biden ha dato a Kiev una serie importante di armi per colpire in profondità il nemico, ma gli ha proibito di farlo su obiettivi in Russia da dove partono tutti gli attacchi russi alle città e alle infrastrutture ucraine.
È la fune lanciata all’uomo che annega ritratta un attimo prima che la prenda per salvarsi. Proibire all’Ucraina di usare i missili balistici ATACMS per colpire le basi russe da dove Putin lancia i suoi attacchi è crudele oltre che stupido, perché Putin lo porti al tavolo della pace solo se lo convinci che non può vincere.
E non credo che sia la paura delle sparate “atomiche” di quell’ubriacone di Dmitrij Medvedev o le minacce di Putin a indirizzare la politica americana. Credo che sia proprio una visione sbagliata su come affrontare il problema.
La stessa cosa, forse addirittura più grave, sta accadendo in Medio Oriente dove Israele è impegnato su tre fronti, quello a Gaza con Hamas, quello a nord con Hezbollah e quello con l’Iran e le decine di milizie affigliate a Teheran distribuite tra Siria, Iraq e Yemen.
Biden non ha solo fermato la spedizione di 1.800 bombe da 2.000 libbre e 1.700 bombe da 500 libbre facendo immensamente felice Yahya Sinwar, ha “sapientemente” rallentato la consegna di tutte le altre armi indispensabili a Israele per mantenere tre fronti, a partire dai vettori per Iron Dome ai missili intelligenti per gli aerei e i droni, fino addirittura ai proiettili di vario calibro. Non bloccate, rallentate quel tanto che basta a rallentare anche la guerra di Israele o per insinuare il dubbio che aprendo in toto il fronte nord non ci siano abbastanza armi per andare fino in fondo.
Perché Biden fa tutto questo? Difficile dirlo. Non credo che sia convinto che con Hamas o con Hezbollah si possa trattare. Meno che meno con l’Iran. Penso che il Presidente Joe Biden sia stizzito per il comportamento di Netanyahu, abituato com’era a vederlo accettare i diktat prima di Obama e poi i suoi (Trump non mi piace ma in Medio Oriente aveva una signora politica). Quindi cosa fa? Non taglia le armi a Israele, sarebbe messo al rogo in maniera bipartisan, ma rallenta le consegne quel tanto da tenere lo Stato Ebraico sulle spine ed impedirgli così di prendere decisioni definitive.
Biden è convinto che così si possa arrivare alla pace? Nemmeno per idea, sa benissimo che la pace ci sarà solo con l’eliminazione di Hamas e il forte ridimensionamento di Hezbollah. Tuttavia, esattamente come in Ucraina, non intende esporre l’America in prima persona (ci sono le elezioni presidenziali) e così facendo frena gli unici che possono realmente sconfiggere l’asse del male russo-irano-cinese – Netanyahu e Zelensky – diventando di fatto il più grande ostacolo alla pace.
