Nell’imminenza di un attacco israeliano all’Iran, ieri sera gli Stati Uniti hanno reso noto che stanno evacuando il personale non necessario dalle ambasciate in Medio Oriente e in particolare da quella di Baghdad.
La mossa sembra essere direttamente legata alla altissima possibilità di un attacco israeliano alle centrali nucleari iraniane dopo che i colloqui tra Washington e Teheran sembra essere falliti a causa dell’intransigenza iraniana.
Secondo una fonte del Jerusalem Post «c’è sicuramente la possibilità che il sesto round di colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran non abbia luogo», anche se in un ultimo tentativo di evitare l’escalation, l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff incontrerà domenica a Muscat il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
Le intelligence occidentali ritengono che Teheran stia sfruttando il tempo concesso dai negoziati in corso per apportare modifiche ai suoi siti nucleari, il che ridurrebbe l’efficacia di qualsiasi futuro attacco militare.
Pochi gironi fa Israele ha reso noto di aver terminato i preparativi per un attacco all’Iran e che se i negoziati tra Stati Uniti e Iran fossero falliti avrebbe attaccato i siti nucleari iraniani anche senza l’OK di Trump.
