L’Iran trasferisce uomini da Yemen e Iraq in Libano e Siria per attaccare Israele

22 Ottobre 2023
confine libano israele fronte nord

Sembra che le voci che vorrebbero Hezbollah recalcitrante ad entrare in guerra con Israele siano vere. A parte qualche non pesante scambio di artiglieria e qualche isolato scontro sul terreno (poi, probabilmente con uomini di Hamas in Libano), il fronte nord potrebbe non partire come vorrebbero a Teheran o, in alternativa, potrebbe partire in versione ridotta.

Se avesse voluto intervenire Hezbollah aveva una occasione d’oro subito dopo il massacro del 7 ottobre perpetrato da Hamas e comunque prima della mobilitazione di centinaia di migliaia di riservisti da parte di Israele.

E probabilmente era proprio quello che avrebbero voluto da Hezbollah i Guardiani della Rivoluzione. Invece non solo Hezbollah non ha attaccato, ma il persistente silenzio del suo Segretario Generale, Hassan Nasrallah, lascia aperte molte ipotesi che vanno dalla disobbedienza di Hezbollah, forse più interessato al destino del Libano, fino all’eliminazione del leader del gruppo libanese da parte della Forza Quds iraniana.

In ogni caso l’Iran è intenzionato ad aprire un fronte a Nord di Israele e se non lo farà Hezbollah lo faranno i terroristi di Hamas presenti in Libano coadiuvati da combattenti proveniente dallo Yemen e dall’Iran che, secondo l’intelligence israeliana, l’Iran sta trasferendo di gran carriera nel sud del Libano e sulle Alture del Golan.

Questa mattina Nir Barkat, ministro dell’Economia israeliano, ha rilasciato un’intervista esclusiva al Mail on Sunday nella quale è stato chiarissimo: “se si aprirà veramente un fronte settentrionale prenderemo di mira direttamente l’Iran”. Tradotto, bombarderemo l’Iran.

Gli ayatollah in Iran non dormiranno bene la notte, faremo in modo che pagheranno un prezzo alto se, Dio non voglia, apriranno il fronte settentrionale”.

Nei giorni scorsi Israele ha avvertito Beirut che nel caso partisse un attacco contro lo Stato Ebraico dal territorio libanese Gerusalemme riterrà il Libano responsabile, senza quindi fare distinzione tra terroristi e resto del paese.

Anche per questo Hezbollah sta avendo molte pressioni interne in un momento in cui il suo consenso è ai minimi storici, accusato di pensare più agli interessi iraniani di quelli del Libano.

Oltre a questo, la campagna siriana portata avanti sempre per conto dell’Iran, ha causato decine di migliaia di vittime e feriti, prosciugato le casse del Partito di Dio tanto che non sono più in grado di fornire quel welfare sul territorio che gli aveva portato così tanto consenso tra i libanesi.

Non sappiamo ancora se si aprirà anche un fronte a nord. Personalmente sono propensa che se anche fosse non sarà per volere di Hezbollah (che per altro ha approvato gli accordi con Israele sul confine marittimo) ma perché l’Iran sta trasferendo uomini sul confine con Israele per integrare la Forza Quds già presente sul Golan. Ma Teheran è avvisata.

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