L’Iran userà Hezbollah e darà una risposta limitata per evitare la vendetta israeliana

A Gerusalemme sono anni che cercano la scusa giusta per attaccare le centrali nucleari iraniane. Figuriamoci se i Pasdaran vanno a rischiare di perdere tutto a pochi metri dalla meta

By Maurizia De Groot Vos - Analista senior

Al di la delle parole, l’Iran non ha nessuna intenzione di “vendicare” l’affronto subito con l’eliminazione di Ismail Haniyeh con una azione che provochi una pesante reazione israeliana.

A Teheran i Guardiani della Rivoluzione (IRGC) sanno benissimo che a Gerusalemme sono anni che aspettano la scusa buona per attaccare le centrali nucleari iraniane e, a differenza degli Ayatollah, non sono molto propensi a innescare uno scontro diretto con Israele perché sanno che gli israeliani hanno la tecnologia per arrivare a colpire duramente le centrali.

Magari non le distruggeranno come avverrebbe con le bombe anti-bunker americane, che Washington non fornisce a Israele, ma sono in grado di fermare il programma nucleare iraniano per anni.

La risposta iraniana sarà quindi -a mio avviso – molto blanda, non perché gli americani hanno convinto gli iraniani, ma perché proprio gli iraniani sono convinti che non è nel loro interesse farlo. Poi, per un sunnita come Ismail Haniyeh meno che meno.

Toccherà quindi a Hezbollah vendicare l’onore degli Ayatollah, come sempre del resto, perché nonostante Teheran abbia le mani su ogni conflitto in Medio Oriente, da quello in Siria a quello in Yemen passando per Gaza, non si è mai esposta direttamente.

Secondo la CNN che cita fonti di intelligence, Hezbollah sarebbe pronto a colpire Israele prima e in maniera più massiccia dell’Iran. Evidentemente a Nasrallah non interessa minimamente il fatto che così facendo farà entrare in guerra il Libano che con queste vicende non c’entra niente. Un Libano che ha un suo esercito armato e addestrato dagli Stati Uniti ma evidentemente non in grado di difendere il proprio paese da Hezbollah.

Sicuramente entreranno in azione anche le milizie sciite basate in Iraq e in Siria così come gli Houthi dello Yemen, ma Teheran dovrebbe tenersi fuori dai giochi che contano.

Sarà sufficiente ad evitare agli Ayatollah una seria risposta israeliana? A Teheran pensano di si, probabilmente perché rassicurati dagli americani. Ma Netanyahu ha dimostrato più volte di non stare tanto a sentire i “consigli” americani. Vedremo, le prossime ore saranno decisive.

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Italo-Israeliana, Analista senior per il Medio Oriente ed Eurasia. Detesta i social ma li ritiene un male necessario. Vive a Bruxelles