Middle East

ISIS: massacro a Kobane. Dove sono i pacivendoli?

L’inviato delle Nazioni Unite in Siria, Staffan de Mistura, ha detto ieri alla AP che “Kobane è la nuova Srebrenica”,una nuova vergogna per quella parte di mondo che si definisce civile, un mondo che resta immobile di fronte al massacro di migliaia di civili che, se l’ISIS dovesse conquistare tutta la città, rischia di trasformarsi in un vero e proprio genocidio.

Metà della città è già finita nelle mani dei terroristi dello Stato Islamico che nemmeno i deboli bombardamenti americani sono riusciti a fermare. La parte nord è ancora in mano alle forze curde (almeno nel momento in cui scriviamo) e resiste casa per casa. E’ in quell’area che si sono rifugiati i 100.000 profughi (stima Onu) curdi, cristiani e sciiti per sfuggire ai massacri dell’ISIS. Se anche quella zona dovesse cadere il massacro sarebbe più che certo.

E’ un massacro annunciato di decine di migliaia di persone che però non sembra smuovere i pacivendoli, quelli che per intenderci non esitano mai un secondo a scendere in piazza per condannare le azioni difensive di Israele contro Hamas. Forse sarà perché sarebbe imbarazzante scendere in piazza per difendere Hamas e poi condannare l’ISIS che con Hamas condivide tutto. Meglio quindi girarsi dall’altra parte e chiudere gli occhi di fronte ai massacri veri dello Stato Islamico.

La beffa americana dei bombardamenti

E’ imbarazzante il comportamento di Obama che continua a parlare di “grande coalizione contro l’ISIS”. Per stessa ammissione del Comando Centrale dell’Esercito USA tra giovedì e venerdì l’aviazione americana ha condotto nove attacchi (solo nove, capito bene) contro le postazione del ISIS. Come intendono incidere gli americani in questa guerra con soli nove attacchi è davvero un mistero. E’ una vera beffa alla quale si aggiunge quella di impedire sia la consegna di armi ai combattenti curdi che il blocco totale del passaggio di combattenti curdi pronti ad andare ad aiutare i loro fratelli a Kobane.

La città di Kobane deve essere sacrificata alle mire ambiziose di Erdogan e non c’è ragione che tenga. Poco importa se migliaia di persone rischiano di essere massacrate dai terroristi del ISIS.

In questo contesto di vera immobilità spicca ancora di più il silenzio dei pacivendoli, ipocriti senza alcuna dignità che non si curano minimamente delle decine di migliaia di persone massacrate sistematicamente dal ISIS. Una vergogna senza fine.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Carlotta Visentin

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3 Comments

  1. Ad Erdogan non pare vero di potersi liberare dei Curdi con la benedizione di un occidente ipocrita…

  2. I pacifinti sono dalla parte di ISIS e di Hamas. Tipico di loro. L’importante è essere contro l’occidente (poi, un giorno saranno conto la russia, poi contro la cina. Per loro più un paese è violento, più necessita supporto)

  3. Veramente sino ad ora si è visto che i cosiddetti pacifisti sono stati sempre contro Israele, indipendendemente se il caso fosse stato leggittimo o non, giustificabile o non.
    Loro sono autorizzati (questo mi sembra il giusto termine) ad intervenire quando entra in gioco una eventuale azione di Israele, sia militarmente che politicamente.
    Allora sì che sono bravi a fare delle iniziative sensazionali, che toccano la coscenza dell’opinione pubblica…

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