La guerra che Hamas e la Fratellanza Musulmana stanno vincendo 

Rula Jebreal voce di Hamas e della fratellanza musulmana

Il primo attacco aereo israeliano su Gaza avvenne il giorno successivo all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, cioè l’8 ottobre quando l’IDF intraprese raid su diversi obiettivi nella Striscia.  

Sin da subito il fantomatico “ministero della salute di Hamas” cominciò a distribuire i primi comunicati stampa nei quali si parlava di «centinaia di morti civili in maggioranza donne e bambini» prontamente ripresi da decine di migliaia di account sui social media e dalla immancabile al-Jazeera che ne amplificava la portata.  

La fiumana di condivisioni, non nata certamente per caso, diede sin da subito al fantomatico ministero della salute di Hamas una sorta di aurea di legittimità tanto da diventare velocemente una “attendibile fonte di informazione”.  

Il piano, studiato da ben prima del 7 ottobre da menti certamente più brillanti di Yahya Sinwar, era proprio quello: saturare l’informazione con la disinformazione.  

La prova del nove Hamas (o le menti dietro ad Hamas) la fece il 26 ottobre quando con un comunicato il suo ministero della salute comunicò al mondo che a quella data i morti civili, in maggioranza donne e bambini, erano 6.700, una enormità rispetto ai 1.400 di “piombo fuso”, ai 174 di “Pilastro di difesa”, ai 1.462 di “margine protettivo” o ai 261 di “guardiano delle mura” che a suo tempo avevano già scatenato i “cultori del genocidio palestinese”.  

La bomba deflagrò come probabilmente nemmeno Hamas si aspettasse, milioni di condivisioni sui social e prima pagina garantita sui maggiori media mainstream del mondo.  

Da quel momento ogni bomba sganciata dall’IDF su Gaza si trasformava in tempo reale in comunicati di Hamas e quindi in migliaia di morti, sempre in maggioranza donne e bambini, comunicati che immediatamente diventano virali con milioni di condivisioni. 

A nulla servivano le smentite di organi ufficiali oppure le prove che Hamas e al-Jazeera pubblicassero bufale (a volte persino grottesche), ormai tutto il mondo era convinto che Israele stesse commettendo un “genocidio” a Gaza.  

Nessuno che si chiedesse come facessero quelli di Hamas a contare i morti con tanta velocità e a identificarne addirittura il genere e l’età.  

Persino la prova che Sinwar ordinasse ai suoi di “facilitare” l’uccisione di vecchi, donne e bambini per «fare in modo che il mondo facesse pressione su Israele» non è servito ai “fissati del genocidio” e ai milioni di ignoranti che vanno loro dietro, a capire con che macchina delle menzogne avevano a che fare.  

Il ruolo di al-Jazeera 

Un ruolo fondamentale lo ha avuto certamente al-Jazeera, identificata erroneamente come “la voce del mondo arabo”.  

Tutto quello che passava (e passa) su al-Jazeera o attraverso le sue voci ufficiali (Rula Jebreal per esempio) viene amplificato e reso “attendibile” da milioni di follower, per lo più occidentali, che ne distribuiscono i contenuti. Che poi quando scopri le loro bufale loro ti bloccano perché gli rovini il giocattolo. 

Al-Jazeera di proprietà dello sceicco del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, e quindi della Fratellanza Musulmana di cui Hamas è il braccio armato.  

Cos’altro dire se non che i Fratelli Musulmani questa volta sono stati molto bravi a incartare il mondo intero nelle loro menzogne. Nava Freiberg lo chiama “l’ottavo fronte”, l’unico dove Israele sta perdendo sonoramente.  

Cosa fare? 

Difficile rimediare a questa debacle mediatica. Le menzogne di Hamas e dei Fratelli Musulmani sono così tante che per quanto si tenti di confutarle la battaglia è persa. I media che difendono Israele sono in fortissima minoranza e nel tempo non hanno creato il terreno mediatico favorevole a raggiungere quella massa di persone che invece ha raggiunto il network della Fratellanza Musulmana.  

L’unica cosa è continuare a informare lasciando perdere la tentazione di ribattere sul punto. Informare, spiegare, raccontare che Hamas è solo la punta di un enorme iceberg chiamato Fratellanza Musulmana, un iceberg di cui la parte sommersa è in larga parte sotto i nostri piedi, in occidente.  

Articoli simili