Ma Donald Trump è inaffidabile, ostile o addirittura nemico?

trump imperatore galattico

Credo che sia giunto il momento per la politica europea – e quindi anche italiana – di parlare chiaro su Donald Trump, perché non è più sufficiente considerarlo «inaffidabile» come è stato fatto ieri dai vertici europei alla notizia che il Tycoon avrebbe applicato nuovi dazi su camion e automobili prodotti in Europa, accampando improbabili scuse.

Inaffidabile non è il termine adatto, quantomeno non è sufficiente. Qualcuno comincia a considerarlo un «nemico», ma in questo caso forse (forse) si esagera un pochino. Un nemico è Putin, anche se Trump sembra preferire il nazista russo alle democrazie europee.

«Ostile», ecco, ostile potrebbe essere il termine più appropriato da affibbiare a Donald Trump. Qualcosa di meno di «nemico», ma qualcosa di più che «inaffidabile». Diciamo «ostile tendente al nemico» anche vista l’escalation di minacce e insulti diretti ai politici europei, compresa Giorgia Meloni, a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni.

La cosa che mi meraviglia più di tutto è che ci siano europei, soprattutto italiani, che non solo giustificano il macello che sta facendo a livello globale, ma che addirittura considerano questa follia come una cosa positiva.

Certo, non dovrei essere meravigliato visto che in Italia c’è il più grande agglomerato di putinisti rossobruni del mondo. E siccome Trump ha letteralmente salvato Putin e lo ha riportato ad essere considerato un leader mondiale invece che un boss mafioso locale quale è in realtà, {putinisti = trumpisti} sembra essere quindi l’equazione da applicare.

Qualcuno mi dice che un filo-israeliano come il sottoscritto non dovrebbe criticare Trump per quello che ha fatto e che sta facendo per Israele. E cosa ha fatto più dei suoi predecessori se non aumentare (non di tanto) il volume delle consegne urgenti di armi allo Stato Ebraico? In compenso – a caccia del Nobel per la Pace – ha fermato Israele poco prima della resa dei conti con Hamas. Ha fermato Israele poco prima della resa dei conti con Hezbollah. Ha fermato Israele quando l’Iran era completamente alla sua mercé. Risultato? Hamas è ancora a Gaza, Hezbollah non schioda dal Libano dove è ricominciata la guerra, gli Ayatollah dettano legge sul Golfo Persico e sullo Stretto di Hormuz con conseguenze nefaste a livello globale.

E di chi è la colpa secondo Trump? Naturalmente dell’Europa che non lo ha aiutato a sconfiggere l’Iran e a tenere aperto lo Stretto di Hormuz, quell’Europa che non era stata avvisata della guerra e che continua a subire gli improperi del Presidente più psicopatico che il mondo abbia mai visto seduto nello Studio Ovale.

Onore al merito al cancelliere tedesco, Friedrich Merz, per aver detto la verità sul fatto che l’Iran stesse umiliando diplomaticamente gli Stati Uniti. Non è un modo di parteggiare per Teheran, è un modo diretto di dire che se mandi due lavapiatti a trattare con l’Iran, cioè con la più antica diplomazia del mondo, non puoi aspettarti niente altro che gli iraniani giochino con loro come fa il gatto con il topo. Ci si trastullano sadicamente per un po’ e poi se li mangiano.

Questo atto di verità è costato al Cancelliere tedesco il primato nella lista nero dello psicopatico il quale ha immediatamente deciso di ritirare 5.000 uomini dalla Germania. Più di un atto simbolico, l’inizio di una strategia ad ampio raggio che prevede il disgregamento della NATO a favore della Russia dell’amico e collega Vladimir Putin in cambio non si sa di quali benefici.

Ora, come si fa a non considerare almeno «ostile» chi vuole disgregare la NATO, chi ha fatto campagna elettorale per Orban, la quinta colonna russa in Europa e nella NATO, e chi ogni giorno dimostra il disprezzo per l’occidente.

Come si fa a non considerare ostile chi tra Ucraina e Russia sceglie apertamente di stare dalla parte di Mosca, bloccando ogni tipo di aiuto militare a Kiev e chiedendo all’Ucraina di cedere alla Russia l’intero Donbass, anche quello non conquistato.

Difficile, molto difficile continuare a considerare gli Stati Uniti d’America alla stregua di un alleato. Quantomeno non dell’occidente. Altrettanto difficile fermarsi alla definizione di «inaffidabile». Basta con la diplomazia. Donald Trump è «ostile» quasi «nemico». Cominciamo a comportarci di conseguenza.

Articoli simili