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Medio Oriente: lo scenario da incubo che prepara l’Iran (analisi)

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Questa mattina un giornale israeliano di sinistra qual è Yedioth Ahronot, notoriamente ostile a Netanyahu e piuttosto docile con Obama, è costretto a pubblicare una analisi a firma Smadar Perry nella quale il giornalista israeliano riprende i temi toccati solo ieri da Rights Reporter in merito allo Yemen e alla situazione che stavano preparando gli Ayatollah iraniani prima che intervenissero gli Stati Arabi.

Nel suo editoriale Smadar Perry ammette finalmente che il Governo israeliano sono almeno quattro anni che mette in guardia la comunità internazionale sul vasto piano di controllo del Medio Oriente da parte dell’Iran e ammette che quanto previsto dalla intelligence israeliana si sta inesorabilmente avverando. Se l’Iran controllasse anche lo Yemen e quindi anche lo stretto di Gibuti (o, come lo chiamano a livello internazionale, lo Stretto di Bab-el-Mandeb) non controllerebbe solo tutte le rotte del petrolio, il che sarebbe gravissimo, ma anche tutto il traffico commerciale da e per il Medio Oriente che passa per il Canale di Suez. L’Iran avrebbe sotto il suo totale controllo un territorio vastissimo che va dall’Iraq al Libano (passando per la Siria) e in più controllerebbe tutto il traffico commerciale del Mar Rosso. Uno scenario da incubo avvallato dalla casa Bianca ma, grazie al cielo, non dai paesi Arabi che hanno deciso di intervenire in Yemen senza chiedere il consenso a nessuno, tantomeno a Obama sul quale, ormai è chiaro, non possono fare alcun affidamento.

Di fronte a uno scenario del genere lo spauracchio del ISIS diventa ancora più un colossale depistaggio mediatico attraverso il quale l’Iran non solo ha messo le mani su mezzo Medio Oriente ma è riuscita persino ad ottenere (ci riuscirà nelle prossime ore) un incredibile accordo sul suo programma nucleare. Il mondo è così impegnato a temere lo Stato Islamico da non accorgersi che il vero pericolo è l’Iran. Non che lo Stato Islamico non sia pericoloso, tutt’altro, ma per arrivare alla pericolosità rappresentata dagli Ayatollah ancora ne deve fare di strada. E i curdi, con le loro armi vecchie e poco potenti, hanno ampiamente dimostrato che questi fenomeni sono tutt’altro che imbattibili. Basta averne la volontà.

Con l’intervento in Yemen cambiano i piani iraniani

Teheran non ha affatto gradito che gli Stati Arabi siano intervenuti nello Yemen, la cosa ha rovinato i piani degli Ayatollah, quindi ieri ha ordinato il ritiro di 30.000 pasdaran che stavano per attaccare Tikrit, in Iraq. L’obbiettivo è semplicissimo, non togliere il potere mediatico al ISIS, cioè non annientarlo. Ufficialmente i motivi sono altri ma la realtà è che un ISIS depotenziato militarmente e mediaticamente non serve a Teheran. E non serve nemmeno a Obama che si appresta a fare concessioni incredibili sul programma nucleare iraniano proprio con la scusa che l’Iran serve per combattere l’ISIS. Quindi l’accelerazione data nelle ultime settimane dagli iraniani praticamente su tutti i fronti, da quello siriano a quello yemenita passando per quello iracheno, ha subito giocoforza un rallentamento a causa della presa di coscienza da parte dei Paesi Arabi di non poter fare affidamento su Obama. Di qui la conseguente decisione di entrare in campo militarmente da parte di Arabia Saudita, Egitto, Emirati e persino del Sudan. Lo scenario da incubo che si stava prefigurando con l’Iran che aveva il piano controllo di tutte le rotte per il Medio Oriente ha spinto i leader arabi a intervenire e a lasciare definitivamente le incomprensibili politiche americane.

Conseguenze anche per i palestinesi

In questo scenario mediorientale profondamente mutato la questione palestinese, già del tutto ininfluente, diventa persino un ostacolo alle politiche arabe di contenimento dell’espansione iraniana. Il primo risultato è una cooperazione più aperta delle intelligence arabe con quella israeliana, in realtà già attiva da tempo ma mai ufficializzata. Hamas, ormai definitivamente riavvicinatosi al Teheran, diventa un pericolo anche per gli Stati Arabi a partire da quel Qatar che fino a ieri lo aveva finanziato. Ma soprattutto tra gli arabi c’è ormai la coscienza ampiamente diffusa che il loro vero nemico non è il piccolo Israele ma il grande Iran.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sharon Levi

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4 Comments

  1. Articolo molto intelligente che mi trova perfettamente d’accordo.
    Una “alleanza” Isreale-Egitto-Arabia Saudita sarebbe auspicabile e magari, come sembra, con l’avvallo di Russia e Cina.
    Il nemico comune ora sembra essere non tanto l’Iran, in prima linea, ma il “grande traditore” ovvero i diversamente abbronzato presidente americano. Se allarghiamo lo scenario possiamo notare che le sue politiche stanno danneggiando anche Europa e Russia in modi differenti.
    La Cina ha subito un calo nel pil dovuto all’embargo alla Russia che ha fatto calare gli acquisti sia in Russia ma sopratutto in Europa e ha interessi forti in Africa e inoltre difficoltà di navigazione nel Mar Rosso sono per lei controproducenti.

  2. cari amici che leggete sappiate una cosa gli americani si sono ingarbugliati nelle loro decisioni nel medio orinte e sopratutto con gli iraniani dobbiamo sapere che l’america vendera’ tutti quanty e sara circondata da paesi canaglia enon avranno appoggio su tutti ifronti i paesi arabi gli volteranno le spalle e israele dovra risolvere i suoi problemi interni da soli sta volta contando sulle forze interne senza trascurare il nemico che abbiamo a casa.alla prossima

  3. Io penso che l’Iran sia un pericolo tattico, ma nessuno può illudersi che il mondo sunnita non sia una minaccia strategica globale, aggravata dalle migrazioni di massa che lo stanno portanto ad assorbire al suo interno entro pochi anni tutta l’Europa.

  4. Io non difendo il governo iraniano ma in “primavera araba”, in libia, Egitto, Siria, Iraq, e ultimo fatto di tunisia non vedo zampino dell’iran.bisogna aprire un po di occhio,talebani, al qaida, isis ecc.ecc.da dove vengono e che tipo di idea hanno?chi la finanzia?oltre che “crociati”, il nemico numero uno di questi gruppi sono sciti e poi curdi e dopo toccherà ad altri.se pensate come neo Com. Americani avete pienamente ragione! !!!!

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