Premesso che, a scanso di equivoci, non metto in dubbio l’incrollabile volontà americana di difendere Israele. In questo ultimo anno l’Amministrazione Biden ha dato molte prove a riguardo checché ne dicano i critici. Parlo però di quella continua pressione, che sfiora il ricatto, da parte Washinton affinché le azioni israeliane non “irritino troppo” i sostenitori musulmani dei Democratici nonché la loro estrema sinistra.
Una pressione che, per di più, si è rivelata nella maggior parte dei casi tatticamente sbagliata, come per esempio quella molto pesante sull’attacco a Rafah e sulla strategia della pressione militare in quell’area che, con il senno di poi, ha dato ragione a Netanyahu al 100% e che se fosse stata attuata al momento giusto probabilmente avrebbe fatto risparmiare tempo e vite umane.
Ora quella indebita pressione (ricattatoria) si è trasferita sul fronte dell’attacco all’Iran e delle operazioni militari nel sud del Libano.
Ieri il segretario di Stato americano Anthony Blinken, in visita in Israele, ha chiesto al primo ministro Benjamin Netanyahu di moderare ulteriormente l’attacco israeliano all’Iran e di impegnarsi per porre fine alle operazioni di terra israeliane nel sud del Libano.
Ora, secondo fonti molto ben accreditate presso l’ufficio del Primo Ministro israeliano, Netanyahu avrebbe risposto che «la gestione della campagna è nelle mani di Israele» e non avrebbe fornito grandi dettagli né rassicurazioni sull’imminente attacco all’Iran.
Attenti però, non si tratta di un “capriccio” del Primo Ministro israeliano. La gravissima fuga di notizie di qualche giorno fa, secondo alcuni pilotata proprio dall’Amministrazione Biden, ha fatto alzare tutte le antenne di allarme a Gerusalemme. E se questa volta Biden dovesse protestare per non essere al corrente degli obiettivi israeliani, beh, se ne dovrà fare una ragione.
Ad aggravare la situazione c’è stato il tentativo da parte di Hezbollah di uccidere Netanyahu. Israele ne ha incolpato l’Iran come mandante. Secondo alcuni osservatori Gerusalemme userebbe l’accaduto per alzare l’asticella degli obiettivi. È un’ipotesi molto verosimile.
Per questo l’Iran ha paura della risposta israeliana e si è preso la briga di chiarire nei giorni scorsi pubblicamente e attraverso Hezbollah che non è responsabile del lancio del drone che ha colpito la casa di Netanyahu a Cesarea. Ma a Gerusalemme non ha convinto nessuno.
Quando avverrà l’attacco? Fonti arabe valutano che Israele attaccherà subito dopo che il Segretario di Stato americano avrà lasciato la regione. Oggi Blinken è al Cairo per discutere con Al Sisi del dopoguerra a Gaza.
Ci sono però dei segnali abbastanza indicativi che questa volta l’attacco è veramente imminente. Fonti della intelligence israeliana hanno riferito che l’IDF ha aumentato la vigilanza sui suoi sistemi di difesa aerea. Infatti la valutazione in Israele è che l’Iran non aspetterà e risponderà immediatamente a qualsiasi attacco israeliano sul suo territorio. Gli iraniani hanno già preparato una serie di obiettivi in Israele da attaccare con missili balistici.
L’intelligence di Gerusalemme valuta poi che anche Hezbollah, contemporaneamente al contrattacco iraniano, attaccherà Israele con quello che gli è rimasto del suo arsenale di punta (poca roba). Se questo dovesse avvenire Israele sarà legittimato a colpire qualsiasi obiettivo in Iran. E forse è proprio quello che vuole. Anche Israele ha delle linee rosse e se l’Iran le oltrepassa, Gerusalemme si toglierà i guanti e colpirà obiettivi iraniani sensibili, roba da far crollare la già fragile economia iraniana.
Concludo questa mia riflessione con un appunto agli stitici commentatori italiani che continuano imperterriti a inquadrare Israele come unico responsabile della guerra. Bene, mi sono fatto l’idea che qualsiasi spiegazione venga data a questi personaggi, per quanto dettagliata e corroborata da prove possa essere, essi continueranno a vedere Gerusalemme come il “grande Satana”.
Li vedo già pronti a mettere nel mirino Israele dopo l’attacco all’Iran, anche se i caccia israeliani dovessero bombardare Teheran con la carta igienica. Li vedo già snocciolare il numero preciso delle vittime, in maggioranza donne e bambini, e lagnarsi per l’aumento del petrolio o perché i caccia israeliani hanno colpito qualche fabbrica di droni o di missili e così facendo hanno allungato la guerra in Ucraina. Vedrete, è troppo facile fare previsioni con questi cialtroni antisemiti.
