Ieri mattina le mamme delle ragazze nigeriane rapite da Boko Haram lo scorso aprile nella scuola di Chibok hanno inscenato una protesta contro l’immobilità del Governo nigeriano e contro tutti coloro che avevano offerto il loro aiuto senza poi mettere in atto alcuna misura.
Nei giorni scorsi il comitato #BringBackOurGirls (BBOG) fondato dalle mamme delle ragazze e da alcuni intellettuali nigeriani aveva scritto una lettera all’ambasciata del Ciad in Nigeria chiedendo di avere informazioni sul fatto che, secondo indiscrezioni, le ragazze sarebbero state trasferite in Ciad dove alcune sarebbero anche state vendute. L’ambasciata del Ciad ad Abuja non ha però dato alcuna risposta se non attraverso un laconico ed evasivo comunicato. Ieri, prima della manifestazione, alcuni membri del BBOG tra le quali la signora Obiageli Ezekwesili, la signora Hadiza Bala Usman, la signora Maryam Uwais e Saudatu Mahdi hanno letto un breve comunicato alla stampa dicendo di aver scritto direttamente al Presidente del Ciad, Idriss Deby, affinché le aiuti a ritrovare le loro ragazze.
Obama nel mirino delle mamme di Chibok
Nel mirino delle mamme di Chibok è finito anche il Presidente Americano, Barack Obama, il quale subito dopo il rapimento si era impegnato a fare tutto il possibile per aiutare le autorità nigeriane a ritrovare le ragazze, promesse però mai mantenute. «L’unica cosa che si è vista dalla casa Bianca è stata una fotografia spot della First Lady e l’invio di 80 soldati e un drone» ci ha detto un membro del comitato BBOG, «per il resto solo tante parole e tanta ipocrisia». Come dargli torto? Dopo i primissimi momenti di indignazione con una campagna sui social media lanciata proprio da Michelle Obama non si è visto più nulla, nessun intervento militare, nessun supporto di intelligence da parte americana. Niente di niente.
La lite tra il Governo nigeriano e quello americano per le armi
A questa sostanziale immobilità da parte di Obama si aggiunge anche un episodio accaduto pochi giorni fa quando l’Amministrazione americana ha fatto bloccare un invio di armi dal Sudafrica alla Nigeria, armi che il Governo nigeriano aveva acquistato proprio per combattere Boko Haram. Secondo quello che si apprende dal Weekly Trust si tratterebbe di una spedizione di armi leggere, di alcuni RPG e di un elicottero da combattimento “Cobra”. Il Governo nigeriano aveva acquistato queste armi dal Sudafrica scegliendo un basso profilo ma evidentemente a qualcuno a Washington questo non è andato bene. Da qui il blocco della spedizione. Un anonimo funzionario della difesa nigeriana ha confermato a Rights Reporter il blocco della spedizione di armi affermando che «senza le armi adeguate la Nigeria non si può difendere dalla minaccia islamista di Boko Haram e dato che nessun’altro ci difende non vedo come dovremmo fare». Secondo indiscrezioni il Presidente Obama avrebbe ordinato il blocco delle spedizioni di armi alla Nigeria cedendo alle richieste dei cosiddetti “gruppi per la difesa dei Diritti Umani”, quegli stessi gruppi che non più di qualche mese fa difendevano proprio gli estremisti islamici di Boko Haram.
[glyphicon type=”user”] Scritto da Claudia Colombo
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