Russia: nuovi jet in Siria e potenziamento delle basi aeree e navali

Le guerre sono anche l’occasione per testare nuovi mezzi avanzati. Dopo l’esordio degli F-35 israeliani in combattimento ora è la volta dei nuovi jet russi. Con il potenziamento delle sue basi in Siria, la Russia si avvia ad essere una presenza fissa nel Mediterraneo

A quanto scrive la rivista vicina al Ministero della Difesa russo Krasnaya Zvezda (Stella Rossa), nella base aerea russa in Siria di Hmeimim, nei pressi della città portuale di Latakia, saranno presenti i nuovi jet da combattimento di ultima generazione Sukhoi SU-57 “Frazor” per la seconda volta.

Con molta cautela due velivoli sperimentali furono dislocati per la prima volta nel 2018, ora – con velivoli più simili a quelli che verranno prodotti in serie e piloti più esperti – verranno svolti dei test in condizioni reali in zona di guerra, come operazioni di ricognizione e di attacco a obbiettivi terrestri.

La rivista nega un eventuale uso contro aerei della coalizione a guida americana o contro i jet israeliani impegnati eventualmente in raid contro obbiettivi sciiti, come sempre accaduto.

Già ai tempi dell’URSS il materiale bellico di nuova generazione era stato sperimentato nella Guerra in Afghanistan degli anni Ottanta e prima ancora durante i conflitti arabo-israeliani, ma questa volta si tratta anche di una vera e propria strategia di marketing per pubblicizzare l’efficacia del velivolo in teatro di guerra per futuri clienti dall’estero.

Uno degli interessati potrebbe essere la Turchia, visto la presenza del presidente turco Recep Tayyip Erdogan invitato dal suo omologo Vladimir Putin durante il MAKS-2019, manifestazione aerea e salone aerospaziale che si svolge ogni anno a Mosca a fine agosto.

Potenziamento e ammodernamento delle basi

All’inizio di maggio di quest’anno (tra i giorni 4 e 9) le immagini satellitari di ISI (ImageSatIntl) hanno rilevato un’insolita attività sulla base aerea di Hmeimim, con modifiche e movimenti in una zona specifica, dove sorgevano delle piazzole per elicotteri militari.

Alcune di queste piazzole sono state soppresse a favore di 8 sagome da 30 metri di lunghezza per 6 di larghezza con ciascuna coppia distanziata di 24 metri e mezzo.

Si è ipotizzato che fossero depositi corazzati per armi, magari da collegare a coppie. E’ certo però che questo fa parte dell’aggiornamento e potenziamento delle strutture di Hmeimim.

La Russia punta in futuro ad avere una moderna base permanente nel Mediterraneo per i suoi jet militari e il suo personale, che verranno dislocati a rotazione oppure con reparti fissi a difesa dei suoi interessi e del suo alleato che lo ospita, come avviene in Armenia.

Anche il porto militare di Tartus è in costante miglioramento. Ora ha la possibilità di ospitare sommergibili nucleari della marina russa e, a breve, con il completamento di due moli aggiuntivi potrà ospitare più di dieci navi contemporaneamente.

Non è la prima volta che i russi sono presenti in quell’area geografica. Dalla Guerra di Attrito tra paesi arabi e Israele (1969-1970) fino a tutti gli anni Settanta erano presenti unità aeree sovietiche nell’aeroporto di Cairo West (Egitto), soprattutto con aerei spia che sorvolavano il Mediterraneo orientale con insegne egiziane fittizie, in modo da ingannare gli occidentali.

Una novità assoluta è quella di avere, invece, basi della marina permanenti con la possibilità in futuro di “incontri ravvicinati” tra i contendenti, come già succede nel Mar Nero, nel Baltico e nel Pacifico.