Middle East

Su Gerusalemme l’eutanasia della democrazia europea di fronte all’Islam

Quello che in qualsiasi altro Paese del mondo sarebbe la normalità, cioè l’apertura di una ambasciata straniera nella capitale di uno stato ospite, nel caso di Israele diventa un caso di “sicurezza internazionale” con l’Europa piegata a 45° di fronte all’estremismo islamico

Oggi a Gerusalemme, cioè nella legittima capitale di Israele, si inaugura la nuova ambasciata degli Stati Uniti dopo che il Presidente Trump ne aveva ordinato il trasferimento da Tel Aviv. L’estremismo islamico è in subbuglio e se c’è una cosa certa è che non si lascerà sfuggire l’occasione per cercare di creare caos, attentati e morti.

Hamas, l’Iran e l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) ormai da mesi soffiano sul fuoco sostenuti incredibilmente dalla posizione assunta dall’Europa che se da un lato si è detta contraria alla decisione del presidente Trump, dall’altro non ha fatto nulla per cercare di gettare acqua sul fuoco delle annunciate violenze, anzi, ha dato l’impressione di schierarsi con quegli estremisti islamici che vorrebbero trasformare una decisione logica e comunque politica in un conflitto di religione finendo così per gettare benzina su quel fuoco che avrebbe dovuto spegnere.

Israele e Stati Uniti non si piegano all’Islam

Ma Israele e Stati Uniti non si sono piegati alla prepotenza islamica, non hanno ceduto al ricatto violento di coloro che ritengono Gerusalemme una città esclusivamente musulmana, addirittura una città santa per l’Islam. Oggi l’inaugurazione ci sarà anche se blindata da eccezionali misure di sicurezza allargate a tutto il Paese e al confine con Gaza.

La resa e il suicidio europeo

L’Europa si è schierata sin da subito contro la decisione del Presidente Trump di trasferire l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, ma non perché la decisione in se non fosse corretta, d’altro canto ogni Paese ha il diritto di scegliersi la capitale che vuole, ma per il timore che il mondo islamico si sollevasse e che trasformasse questo atto normale e assolutamente diplomatico in una guerra di religione. Un timore fondato ma che tuttavia non giustifica una resa senza condizioni come quella europea.

E’ come se l’Europa condizionasse la sua politica estera in base ai desiderata musulmani e non al Diritto Internazionale. Si poteva essere contrari al trasferimento dell’ambasciata USA a Gerusalemme senza però schierarsi così smaccatamente dalla parte islamica, un atteggiamento che finisce per giustificare le violenze che sicuramente oggi ci saranno. Una resa all’islam che non trova nessuna giustificazione logica se non quella del suicidio, di una eutanasia della democrazia di fronte alla prepotenza islamica.

Oggi nessuno dei più importanti Paesi europei parteciperà alla inaugurazione della ambasciata USA a Gerusalemme, certamente nessuno dei Paesi fondatori della UE, gli stessi che proprio sulla democrazia hanno creato le basi dell’Unione Europea. Un non senso incomprensibile per chi va in giro per il mondo a sostenere di essere la maggior rappresentazione di pace e democrazia del pianeta.

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