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Quindi alla fine Asia Bibi, la donna cristiana pachistana accusa di blasfemia, resta in carcere nonostante l’assoluzione nell’ultimo grado di giudizio. Ci resta perché dopo tre giorni di manifestazioni oceaniche da parte dei musulmani che protestavano contro la sua assoluzione e ne chiedevano la testa, il governo guidato dal premier Imran Khan ha raggiunto un accordo con il movimento radicale islamico Tehreek-e-Labbaik Pakistan (Tlp) affinché non venisse liberata e quindi non potesse lasciare il Paese.

Come faranno in Vaticano a gestire tutti questi “angeli della pace”? Il termine venne coniato nel 2015 da Papa Francesco in occasione della visita presso la Santa Sede di Maḥmud Abbas (Abu Mazen) durante la quale Bergoglio definì il capo terrorista palestinese «uomo di pace» e donandogli un medaglione raffigurante l’Angelo della Pace lo invitò a fare proprio come quell’angelo, cioè a «distruggere lo spirito cattivo della guerra».

francesco-Ahmed-al-Tayeb

Era dai tempi del discorso di Ratzinger a Ratisbona nel quale il predecessore di Francesco collegava chiaramente la religione islamica alla violenza e dalla forte denuncia seguita all’attentato alla cattedrale copta di Alessandria dopo il quale Benedetto XVI denunciava la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente che un Imam del calibro di Ahmed al-Tayeb non si affacciava dalle parti del Vaticano. Per quel discorso Ratzinger (Benedetto XVI) fu messo in croce, accusato di islamofobia, la sua figura trasformata in fantoccio a cui dare fuoco come avvenne in Palestina e in India, il suo accostamento dell’Islam alla violenza e la sua più che giusta richiesta di “un dialogo sincero” tra Islam e Cristianesimo vennero prese dal mondo islamico (e anche da molti “progressisti” occidentali) come una offesa. La Chiesa Cattolica venne crocefissa per aver detto la verità e non aver porto l’altra guancia come ci si aspetterebbe da un “buon cristiano”.

Se un Paese fortemente cattolico come l’Irlanda vota a stragrande maggioranza per la legalizzazione dei matrimoni omosessuali, allora c’è una speranza anche per l’Italia, o perlomeno mi piace pensarlo. La differenza tra noi e gli irlandesi è che da noi c’è il Vaticano oltre a un fortissimo conservatorismo che alcuni definiscono “di destra” ma che io preferisco non associare a un colore politico visto che gli ignoranti non hanno colore politico.