Middle East

Trump intende riconoscere Gerusalemme capitale di Israele. Dubbi sul momento

Gerusalemme (Rights Reporter) – In queste ore i grandi media tornano a parlare della possibilità che il Presidente Trump riconosca Gerusalemme capitale di Israele e annunci il trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Ne hanno scritto l’Associated Press e la Reuters ripresi da Yenet, dal Times of Israel nonché dal Jerusalem Post.

Era una delle più ridondanti promesse elettorali fatte dal Presidente Trump in campagna elettorale, una promessa che lo aveva esposto a dure critiche quando una volta alla Casa Bianca aveva deciso di rimandare la decisione in attesa di un piano di pace. Gli stessi israeliani, pur riconoscendo l’importanza dell’atto simbolico, avevano detto che per il momento quella di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme non era la priorità per Israele.

Ora sembra che Trump stia tornando sui sui passi e che la prossima settimana intenda annunciare il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele anche se non è chiaro se sposterà anche l’ambasciata.

Il mondo musulmano è già in subbuglio e anche i maggiori alleati degli Stati Uniti, tra i quali la Giordania e l’Arabia Saudita, hanno fatto sapere che un annuncio del genere provocherebbe gravi sollevazioni e metterebbe in serie difficoltà quei governi arabi che lentamente ma in maniera decisa stanno cercando di normalizzare le relazioni con Israele.

In particolare l’Arabia Saudita che con il suo erede al trono, il Principe Mohammed bin Salman, sta cercando di uscire dal Medio Evo, si troverebbe a dover affrontare una ferma opposizione della opinione pubblica che potrebbe rallentare il processo di evoluzione. Non solo, in un momento in cui i sauditi si stanno velocemente avvicinando a Israele in configurazione anti-iraniana, una decisione come quella che intenderebbe prendere Trump potrebbe rovinare tutto o quanto meno essere usata dai nemici (l’Iran) in maniera strumentale per catalizzare il mondo musulmano non solo contro Israele e l’America, ma anche contro i “traditori” arabi.

Si ha l’impressione che una decisione in tal senso presa in questo momento particolarmente delicato come quello che sta vivendo il Medio Oriente potrebbe essere un enorme favore ai nemici di Israele. Insomma, si potrebbe aspettare tempi migliori per un annuncio del genere.

Ciò detto, è indiscutibile che Gerusalemme sia la capitale di Israele e che, riconoscimento o meno, il mondo musulmano se ne dovrà fare una ragione. Che sia ora o che sia tra qualche mese o anno, la realtà dei fatti non cambia. Ma essendo questa una faccenda parecchio delicata, sarebbe un bene per tutti soppesare attentamente sia le parole che, soprattutto, le azioni in un momento in cui il Medio Oriente vede degli sconvolgimenti impensabili solo qualche mese fa.

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