Il piano di Trump sul nucleare iraniano: controlli più severi e niente sviluppo missili

Il piano presentato ieri alla Camera dei Rappresentanti americana da due deputati repubblicani prevede controlli più severi, ovunque e senza preavviso. Inoltre prevede il divieto allo sviluppo di vettori balistici o in grado di trasportare armi di distruzione di massa. Contrarietà sia da parte iraniana che da parte di europei e russi

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Un disegno di legge presentato ieri alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti svela qual’è il piano del Presidente Trump sul nucleare iraniano, cioè come gli Stati Uniti intendono rivedere (non cancellare) l’accordo raggiunto dalle grandi potenze con Teheran (JCPOA).

Si chiama “Iran Freedom Policy and Sanctions Act” il disegno di legge presentato dai deputati repubblicani Peter Roskam e Liz Cheney e nelle intenzioni dei repubblicani dovrebbe «chiarire cosa dovrebbe contenere un accordo realmente efficace» sul nucleare iraniano.

Il contenuto della legge

«Prima di tutto – spiega Peter Roskam – un accordo serio sul nucleare iraniano dovrebbe prevedere la possibilità di fare ispezioni ovunque e senza preavviso». Questo è il primo e più importante punto della legge presentata ieri alla Camera. I repubblicani non si spiegano come l’Amministrazione Obama non abbia inserito questa clausola elementare ma indispensabile nell’accordo con Teheran.

«Garantire agli ispettori di accedere ovunque, comprese le basi militari, le strutture militari e civili e ai laboratori conosciuti e quelli non ufficiali è il minimo sindacale che si dovrebbe chiedere a un accordo serio» ha detto Peter Roskam. «Invece nell’accordo sottoscritto con Teheran non vi è traccia di tutto questo». Poi il deputato continua con la spiegazione della sua proposta ampiamente condivisa dalla Presidenza. «A questo va aggiunto l’obbligo di divulgare tutte le attività di arricchimento e sviluppo, il divieto di sviluppo di missili balistici e di vettori che possano trasportare armi di distruzione di massa».

La nuova legge intende quindi garantire la continuazione dell’accordo sul nucleare iraniano e la non applicazione di nuove sanzioni all’Iran a condizione però che Teheran soddisfi queste condizioni.

La stessa legge presentata ieri alla Camera dei Rappresentanti è in discussione al Senato.

Le reazioni iraniane

Già la scorsa settimana il Ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, aveva ammonito che l’Iran non avrebbe accettato alcuna variazione all’accordo originale e avvertito che nel caso di nuove sanzioni Teheran avrebbe rotto il JCPOA, affermazioni che oltre tutto sono state sostenute dall’Europa e dalla Russia che non vogliono assolutamente che l’accordo sul nucleare iraniano subisca variazioni.