Diamo una occhiata all’ultimo fiasco russo in alto mare. La “Ursa Major”, una nave russa che ha più segreti del diario di un politico, si è presa una vacanza permanente nel Mediterraneo: è affondata a causa di 3 esplosioni avvenute nella sala macchine.
“Ursa Major” era gestita da Oboronlogistika, un’azienda che non consegna pizze, ma trasporta chissà cosa per il Ministero della Difesa russo. Ufficialmente, nel suo ultimo viaggio, essa trasportava parti di gru per container per il porto di Vladivostock e parti di un rompighiaccio in costruzione.
Certo. A chi ci crede, posso vendergli un ponte che ho a Brooklyn. “Ursa Major” era probabilmente una misteriosa scatola galleggiante, farcita come un tacchino ripieno di cose militari. Si vocifera che la nave trasportasse armi.Grandi, tante e cattive.
Se davvero è così, allora questo piccolo incidente nel Mediterraneo punta il dito contro gli errori logistici russi: non puoi condurre un’operazione segreta quando la tua nave diventa un condominio per pesci.
Le autorità russe hanno immediatamente accusato il colpo e indicata “una esplosione” come responsabile del pericoloso sbandamento del vascello. Poi si è saputo che l’esplosione è avvenuta nella sala macchine. Certo, diamo la colpa al motore. Sappiamo che i russi non sono esattamente i più bravi a costruire motori.
Ma il motore, che stava solo facendo il suo lavoro, e solo un capro espiatorio. Nemmeno la manutenzione russa è esattamente quella che potrebbe essere definita “all’avanguardia”: nastro adesivo e preghiere.
Poco dopo è emersa la succosa teoria del sabotaggio. Qualcuno potrebbe aver dato alla “Ursa Major” una spallata verso il fondo del mare. È stata l’Ucraina? La NATO? Si è trattato di un marinaio scontento?
Se qualcuno ha davvero affondato questa nave di proposito, costui è un serio partecipante al concorso “Chi odia di più la Russia?”.
La Russia ha mostrato i muscoli nel Mediterraneo per anni: una grande base navale a Tartus, in Siria, che pare stia abbandonando sorpresa dagli eventi che si svolgono in quel Paese, e un sacco di pugni sul petto. Ma è difficile proiettare potenza quando la tua nave è sul fondo del mare.
La Russia ama comportarsi come se fosse invincibile, ma ogni volta che lo fa, sembra più un papà da sitcom che non riesce a riparare il lavandino. La fiducia tra i suoi alleati, ehm!, affonda. Proprio come la nave.
Il naufragio coinvolge presto la Spagna e la NATO, che intervengono per salvare l’equipaggio. Questa volta il Kremlino non può ignorare tutto e negare di avere bisogno di una mano: non sarà una replica della tragedia del sottomarino sovietico Kursk. Brava, Spagna.
Il punto è che ora la NATO ha un posto in prima fila per scoprire cosa era nascosto su quella nave. Qualcuno sta prendendo appunti.
Nel frattempo, l’Ucraina sta probabilmente stappando champagne: da anni gli ucraini stanno denunciando le furtive spedizioni russe: se questa nave trasportava armi, l’Ucraina urlerà “Ve l’avevo detto!”. Chi può biasimarli?
Siamo in una nuova era: la guerra ibrida non è più solo terrestre, ma ora è anche in alto mare. Le regole esistenti sono saltate: le navi commerciali si stanno trasformando in campi di battaglia. È il sogno di ogni pirata. Emergono nuovi rischi marittimi: gli oceani stanno diventando rischiosi.
Chi comanda una nave in acque contese, non farebbe male a avere un piano e prendere precauzioni e forse a avere un po’ di attrezzatura subacquea, per ogni evenienza.
Se questa nave trasportava equipaggiamento militare, la Russia avrà difficoltà a spiegarlo: i soli grattacapi legali potrebbero tenere impegnato un esercito di avvocati per anni.
Non dimentichiamo il denaro! Perdere una nave e il suo carico non è economico: dopo questo incidente, la Russia dovrà trovare nuove rotte, impegnare nuove navi e forse anche dovere inventare nuove scuse per spiegare perché le sue cose continuano a incappare in inconvenienti.
In conclusione, la “Ursa Major” è diventata l’Orsa Minore, adagiata sul fondo del mare.
È una vicenda di sfortuna, cattiva manutenzione e forse di un piccolo, ma non troppo, sabotaggio.
Si tratta di un promemoria che anche i giocatori più grandi possono sembrare pagliacci quando le cose si mettono male.
E se sei la Russia, beh, allora il Mediterraneo è appena diventato un luogo in cui essere molto attenti.
