Doveva sottrarre Putin all’influenza cinese, ha portato gli USA sotto l’influenza russa

Trump e Putin in Alaska

Quale strategia ha Donald Trump nei confronti di Vladimir Putin? I trumpisti più radicali sostengono che il Presidente americano voglia sottrarre la Russia all’influenza cinese.

E sarebbe quindi per questo che accoglie con il tappeto rosso e mille riverenze il criminale di guerra russo che ha portato alla morte più di un milione di russi e centinaia di migliaia di ucraini.

Sarebbe per questo che disprezza il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che anche ieri ha chiamato “venditore”, lui che venditore fallito lo è stato veramente e che per salvarsi è dovuto ricorrere ai prestiti del KGB, che ora ne chiede conto.

Ma la realtà è diversa, Trump non ha nessuna strategia verso Putin semplicemente perché lui stesso fa parte della strategia di Putin. Ne ha sempre fatto parte. Il Russiagate, sebbene si sia concluso senza prove che Trump fosse colluso con la Russia, non è stato un episodio casuale e gli ultimi fatti lo dimostrano.

Non ha sottratto la Russia dall’influenza cinese, ha portato gli Stati Uniti d’America nell’area di influenza russa.

Detta così sembra una provocazione, una burla. Non lo è. Non sono chiari i motivi per cui Putin riesca così facilmente a manovrare Trump, a radere al suolo persino una fabbrica americana in Ucraina senza che il Presidente di quella che era la più grande potenza del mondo alzi un sopracciglio.

Quello che appare realmente strano è il silenzio sia dei democratici che dei repubblicani, perché MAGA vorrebbe dire “fare l’America grande di nuovo” non “fare dell’America una provincia russa”.

Sembra quasi che gli americani siano afflitti da una generale sindrome di Stoccolma. Ogni giorno che fa il Signore, Donald Trump riempie la giornata di balle spaziali, iperboli da bimbominkia a volte persino imbarazzanti, e nessuno che gli dica: «hei Donald, questa è una cazzata».

Con la Russia è la stessa cosa. Sono pochissimi i politici che hanno criticato apertamente Donald Trump per la sua sudditanza a Putin. Poche voci sepolte dal silenzio della maggioranza.

Donald Trump non ha una strategia, segue quella russa. Da mesi impedisce all’Ucraina di colpire in profondità la Russia, poi se ne esce che «non si vince una guerra senza attaccare il nemico», così passa pure da pulito. E siccome i satelliti che servono per il puntamento sono suoi, impedisce pure l’uso di armi fornite all’Ucraina da altri paesi. Insomma, gioca apertamente in campo avversario.

Qualcuno sostiene che «finalmente qualcuno parla di pace». A me non sembra che Trump parli di pace, a me sembra che Trump parli di resa dell’Ucraina. Vedrete, pochi giorni e darà la colpa a Zelensky per il fallimento dei suoi tentativi di “pace” e di eventuali colloqui.

Per il momento mantiene la consegna di armi pagate dall’Europa, ma vedrete che ben presto troverà una scusa anche per non consegnare le armi comprate da terzi e destinate all’Ucraina.

Una cosa gli è riuscita veramente bene, ha fatto Putin di nuovo grande senza sottrarlo dalla potentissima influenza cinese. Davvero bravo.

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