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Perché Israele non può lasciare il Libano a Hezbollah (nonostante Trump)

bandiera di hezbollah con un ak 47 sopra che rappresenta il libano

Prima di tutto sfatiamo il mito creato ad arte dai media mainstream che nel conflitto in Libano individuano in Israele la parte “cattiva” e nei poveri terroristi di Hezbollah la parte buona e brava. A non volere Hezbollah in Libano è il governo libanese. Esatto, letto bene, il governo libanese che nell’agosto 2025 ha chiesto e ordinato il disarmo delle milizie al soldo di Teheran.  

Nello specifico, il 5 agosto 2025, il neoeletto gabinetto dei ministri di Beirut guidato dal primo ministro Nawaf Salam e dal presidente Joseph Aoun ha approvato una storica risoluzione. Questa decisione ha imposto all’esercito nazionale di elaborare un piano urgente per smantellare tutte le milizie armate del Paese e ripristinare il monopolio statale della forza entro la fine dell’anno.

Naturalmente Hezbollah, che lavora per l’Iran, non ha accettato e il povero esercito libanese non è riuscito a disarmare Hezbollah che continua a lanciare missili su Israele.

Dunque, ricapitoliamo per quelli più duri di comprendonio:

  1. Hezbollah opera in Libano per conto dell’Iran. Non c’entra niente con il Libano sebbene si vogliano vendere come un partito politico che siede in parlamento con 15 seggi su 128. Anche nello stesso Parlamento non fanno mai gli interessi del Libano ma operano per fare quelli di Teheran.
  2. Il governo libanese ha ordinato il disarmo delle milizie armate, compreso Hezbollah, che però non ne vuol sapere e minaccia (sempre per conto di Teheran) di scatenare una guerra civile in Libano.
  3. In sostanza, Hezbollah è l’esercito occupante (per conto dell’Iran) in Libano. È un gruppo terrorista riconosciuto come tale da almeno 28 paesi, compresa la Lega Araba, gli Stati Uniti e i maggiori paesi europei. E se è vero che alcuni fanno distinzione tra l’ala cosiddetta “politica” e quella militare, in realtà ambedue fanno gli interessi dell’Iran e non quelli del Libano.

Ora che ci siamo spiegati bene andiamo al succo del discorso: perché Israele non può e non deve lasciare il Libano nelle mani di Hezbollah, che equivale a dire «nelle mani dell’Iran».

Su ordine di Teheran, Hezbollah ha attaccato Israele sin dal 8 ottobre 2023, cioè dal giorno dopo il massacro del 7 ottobre. Da quel giorno, ogni giorno, ha lanciato missili contro il nord di Israele provocando lo sfollamento di decine di migliaia di civili israeliani. Nessuno però, tra i media mainstream e anche tra quelli minori, se ne è accorto (o si sono semplicemente girati dall’altra parte). Fino a quel martedì 17 settembre 2024 quando il Mossad fece esplodere centinaia (forse migliaia) di cercapersone in dotazione a Hezbollah, uccidendo o mutilando i vertici del gruppo terrorista.

Fu a quel punto che tutte le bocche silenti sugli attacchi di Hezbollah, si sollevarono per denunciare le «violazioni del Diritto Internazionale» da parte di Israele. Mesi e mesi di missili sui civili israeliani e nessuno che abbia fatto un fiato, poi Israele contrattacca con una azione estremamente mirata (l’operazione in assolto più mirata della storia) e tutto il mondo che si solleva.

Ho voluto ricordare questo episodio perché è veramente indicativo di quello che sta avvenendo oggi in Libano. Israele sta attaccando in maniera mirata obiettivi di Hezbollah, avvisando in anticipo (come fa sempre) i civili di abbandonare le aree che verranno bombardate. Eppure, come nel settembre 2024, sembra che Israele voglia nuclearizzare l’intero Libano.

Israele non può e non deve lasciare che Hezbollah rimanga in Libano ad eseguire gli ordini di Teheran. A dire il vero, non se lo può permettere nemmeno il Libano che ha bisogno di pace e di sviluppo mentre Hezbollah ha portato solo guerra e povertà.

È il Governo libanese che chiede a Hezbollah di consegnare le armi nelle mani dell’esercito regolare. È il governo libanese che dopo decenni parla direttamente con quello israeliano per decidere del futuro e parlare di pace, mentre Iran ed Hezbollah minacciano Beirut affinché non tratti con Israele. Come se il Libano non fosse dei libanesi ma dei Pasdaran.  

Lasciare che Hezbollah e l’Iran continuino a taglieggiare il Libano come se fosse una cosa loro, quando i libanesi non vogliono più stare sotto la mannaia iraniana e vogliono la pace, è una cosa che Israele non può permettere né può permettersi.

Lasciare il Libano oggi significa lasciarlo nelle mani dell’Iran. Significa avere i missili iraniani e i pasdaran al confine con Israele. Ecco perché gli iraniani battono tanto sul fatto che nell’accordo con gli Stati Uniti vi venga incluso anche il ritiro di Israele dal Libano. Non lo fanno mica per i libanesi.

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