L’arrivo all’inferno di Ebrahim Raisi, il macellaio di Teheran

By Franco Londei - Editor

Per uno tendenzialmente agnostico come il sottoscritto non è facile pensare al Paradiso o all’inferno come vengono descritti dalle varie religioni. Ma nel caso della morte di Ebrahim Raisi, il macellaio di Teheran, la mia mente partorisce sogni da vero credente.

Me lo immagino nel più profondo degli inferi, seduto su una sedia con le braccia tenute ferme sui braccioli dalle mani incandescenti delle anime che lui ha mandato all’altro mondo, una fila chilometrica di povere anime tra cui bambini, ragazze e ragazzi, persino donne partorienti impiccate al nono mese di gravidanza, scese all’inferno dal Paradiso con un permesso speciale del Divino.

Alla gola una garrota che Satana in persona provvede a stringere e ad allentare da qui all’eternità mentre altri demoni gli estraggono le unghie di mani e piedi che per un miracolo divino gli ricrescono subito dopo in modo di dare alla tortura una forma eterna.

Santo cielo come ho odiato questa bestia fatta uomo, un demone che nemmeno l’inferno riconosce come tale tanto è stata maligna la sua vita. Satana stesso ne era sorpreso.

Decine di migliaia di condanne a morte, decine di migliaia di esecuzioni sommarie ordinate per reprimere il dissenso. Un odio verso le donne che non può nemmeno lontanamente essere paragonato alla peggior forma di misoginia. L’ordine più sadico, quello dato alla milizia Basij di sparare a pallini nelle parti intime e sul seno delle ragazze che manifestavano contro l’obbligo del velo.

Non credo che Ebrahim Raisi abbia rappresentato il popolo persiano. Nessuno ha odiato gli iraniani come ha fatto il macellaio di Teheran. Nessuno ha odiato le iraniane come il boia di Teheran. Forse solo Ali Khamenei lo può raggiungere, ma non come sadismo e crudeltà.

Si dice che sia stato Ebrahim Raisi a ideare il massacro del 7 ottobre. Il sadismo mostrato quel giorno dalle bestie di Hamas lo fa credere.

La sua morte lascia un paese silenziosamente in festa. Non so se ci sono eredi naturali, di sicuro i sadici misogini odiatori del popolo persiano non sono finiti, a partire dalla Guida suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei e da tutto l’immondo clero dei mullah al suo seguito.

Spero che questo squarcio di giustizia divina nel buio dell’oscurantismo religioso della Persia sia solo un primo segnale. Spero che Dio (o Allah) non si fermi qui e che mandi all’inferno anche tutto il resto dei macellai.

By Franco Londei Editor
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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Fondatore di Rights Reporter