Attacchi americani contro basi iraniane in Iraq e Siria. 19 morti

30 Dicembre 2019

Almeno cinque attacchi americani contro basi iraniane in Iraq e Siria sono avvenuti nel giro di poche ore dopo che un contractor americano era stato ucciso a seguito del lancio di una salva di missili contro la base K1 a Kirkuk attribuito alle milizie filo-iraniane.

Droni e caccia americani hanno bombardato diverse basi di Kata’ib Hizbollah (KH), un gruppo militare appoggiato dall’Iran, nonché altre basi delle “Forze di mobilitazione popolare” (Hashed al-Shaabi), una coalizione filo-iraniana di cui KH fa parte.

Negli attacchi, secondo un portavoce di Hashed al-Shaabi, sarebbero rimasti uccisi 19 miliziani filo-iraniani mentre moltissimi sarebbero rimasti feriti.

In Siria gli americani avrebbero colpito la stessa base più volte bombardata anche dagli israeliani usata da Teheran come base logistica per uomini e armi.

«In risposta ai ripetuti attacchi di Kata’ib Hizbollah (KH) alle basi irachene che ospitano forze della coalizione, le forze statunitensi hanno condotto attacchi difensivi di precisione contro cinque strutture del KH in Iraq e Siria», ha detto un portavoce del Pentagono.

«KH ha un forte legame con la Forza Quds iraniana e ha ricevuto ripetutamente armi e altro sostegno dall’Iran che ha usato per attaccare forze della coalizione» ha detto il Pentagono, riferendosi al braccio esterno delle guardie rivoluzionarie iraniane.

Il portavoce militare del primo ministro uscente iracheno, Abel Abdel Mahdi, ha condannato gli attacchi americani e ha denunciato «una violazione della sovranità irachena».

Un’altra potente fazione filo-iraniana, Assaib Ahl al-Haq, i cui leader sono stati recentemente colpiti da sanzioni statunitensi, ha chiesto agli americani di ritirarsi dall’Iraq.

«La presenza militare americana è diventata un peso per lo stato iracheno e una fonte di minaccia contro le nostre forze», ha detto in una nota. «È quindi imperativo per tutti noi fare di tutto per espellerli con tutti i mezzi legittimi».

Questa è la prima volta (almeno ufficialmente) che gli Stati Uniti attaccano le milizie filo-iraniane in Iraq, una minaccia non solo per lo stato iracheno ma anche per Israele visto che secondo l’intelligence di Gerusalemme gli Ayatollah stanno rifornendo queste milizie con missili di precisione in grado di colpire Israele direttamente dall’Iraq.

La risposta iraniana

Questa mattina è arrivata la risposta iraniana agli attacchi statunitensi alle loro milizie in Iraq e in Siria. Quattro missili hanno colpito una base americana a nord di Baghdad senza però fare vittime.

Lo scambio di attacchi segna una escalation tra Stati Uniti e Iran che potrebbe avere importanti risvolti anche nel breve periodo.

Sarah G. Frankl

Vive nel sud di Israele. Responsabile della redazione e delle pubblicazioni Breaking News. Cura i social di Rights Reporter. Esperta del settore informatico. Hacker Etica

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