Gli sforzi per raggiungere un accordo per il cessate il fuoco in Libano stanno raggiungendo un momento cruciale. Israele e gli Stati Uniti hanno presentato una bozza di accordo attualmente al vaglio di Hezbollah (e dell’Iran) che però sembra un buon compromesso.
Cosa prevede la proposta israelo-americana per il cessate il fuoco in Libano
- Ritiro delle forze dell’IDF dal Libano: l’IDF si ritirerà dalle aree in cui è entrato. Al momento non sono chiare le tempistiche, ma è possibile che nell’ambito dell’accordo il ritiro avvenga in modo graduale in contemporanea con l’ingresso dell’esercito libanese nella regione.
- Attuazione della risoluzione 1701: Il progetto di cessate il fuoco contiene l’attuazione di questa risoluzione, adottata dalle Nazioni Unite dopo la seconda guerra del Libano. Il punto principale è che a Hezbollah è vietato operare militarmente ed essere presenti a sud del fiume Litani.
- L’applicazione dell’accordo: uno dei punti controversi è la questione di come Israele farà in modo che Hezbollah non violi l’accordo come ha fatto dopo la seconda guerra del Libano. Per risolvere questo problema, sarà istituito un comitato incaricato di supervisionare i meccanismi di attuazione della decisione. Secondo le fonti, il comitato sarà guidato da un generale americano e ne farà parte un generale francese. Israele potrà intervenire (militarmente) dopo che il comitato avrà tentato di agire e avrà fallito
- Ingresso dell’esercito libanese a sud del fiume Litani: L’esercito libanese entrerà gradualmente nel sud del paese. Nella prima fase entreranno 5.000 soldati. L’esercito libanese sarà l’unico organismo legittimo autorizzato ad operare militarmente nella regione e le armi saranno esclusivamente nelle sue mani. In questo quadro, verrà incrementata anche la forza dell’UNIFIL. L’esercito libanese sarà incaricato di effettuare scansioni per assicurarsi che non ci siano armi fuori dal suo controllo nel sud del Libano.
- Delineazione del confine terrestre: Secondo alcuni rapporti, dopo 60 giorni dall’inizio del cessate il fuoco, sarà rinnovata l’attività del comitato tripartito, che comprende Libano, Israele e la forza UNIFIL, per discutere la delineazione del confine terrestre e la gestione dei punti di differenza nelle controversie.
Negli ultimi rapporti provenienti dal Libano non si fa riferimento alla lettera di accompagnamento che, secondo i rapporti precedenti, Israele avrebbe chiesto agli Stati Uniti, nella quale si promette che se Hezbollah dovesse violare l’accordo, Israele potrà agire militarmente.
Come ha reagito Hezbollah
Secondo un articolo del quotidiano libanese al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, l’organizzazione terroristica “considera la proposta con molta attenzione e ha permesso al presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri e al primo ministro libanese Najib Mikati di continuare la negoziazione con l’inviato americano su diversi punti”.
Secondo fonti attendibili, “le domande che si credeva potessero far saltare i negoziati si sono trasformate in richieste di chiarimenti, e lo spazio di manovra delle trattative ufficiali libanesi si è ampliato”. Le fonti affermano inoltre: “I commenti libanesi riguardano punti relativi al comitato proposto per supervisionare l’attuazione della risoluzione 1701, nonché la questione relativa all’idea di legittima difesa, che ha interpretazioni contrastanti”.

