Middle East

Hezbollah: Obama lo vuole fuori dalla lista nera. Un regalo agli Ayatollah

Su Hezbollah è ormai scontro aperto tra gli USA del Presidente Obama e i Paesi arabi del Golfo, in particolare Arabia Saudita e Qatar che starebbero per depositare una denuncia alle Nazioni Unite contro il gruppo terrorista sciita per il suo intervento nel conflitto in Siria.

Secondo quanto scrive oggi il giornale libanese As-Safir, Arabia Saudita e Qatar starebbero facendo forti pressioni presso il Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu per una denuncia e una condanna in merito al coinvolgimento di Hezbollah nei combattimenti in Siria. Incredibilmente, secondo fonti arabe, troverebbero però una forte resistenza da parte degli Stati Uniti che supportano il Ministero degli Esteri libanese che si oppone a questa risoluzione. La cosa è paradossale perché ancora Hezbollah figura sulle lista nera americana dei gruppi terroristici anche se, secondo voci non confermate, gli USA si appresterebbero a togliere il gruppo terrorista libanese da quella lista. Questa sarebbe infatti una delle condizioni poste dall’Iran per accettare un accordo sul nucleare.

La denuncia presentata da Arabia Saudita e Qatar al Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu si basa sulla risoluzione ONU del 24 dicembre 2014 nella quale si condannava con fermezza qualsiasi ingerenza esterna nel conflitto siriano e non riguarda solo Hezbollah ma anche la cosiddetta “Lega dei Giusti” e la “Brigata Abou El Fadl Abbas”.

Il Ministero degli Esteri libanese, supportato dal Dipartimento di Stato americano, sta lavorando per evitare la condanna di Hezbollah in quanto, secondo loro, una tale eventualità “metterebbe a serio rischio la stabilità del Libano”. In realtà la partita è ancora una volta tra sciiti e sunniti, tra Iran e Paesi del Golfo con il Presidente americano che questa volta si è schierato dalla parte degli Ayatollah iraniani. Una politica, quella americana, sempre più incomprensibile.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Maurizia De Groot Vos

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6 Comments

  1. E se provassimo ad eliminare quell’ «incomprensibile» nel definire la politica di Obama?
    Posto che «comprensibile» – almeno in politica- è un comportamento razionale , mentre incomprensibile sarebbe un comportamento irrazionale.
    Razionale é l’uso di strumenti davvero adeguati al conseguimento di uno scopo.
    Difficilmente uno scopo politico é ispirato dalla morale.
    Semmai sarà ispirato dall’utile.
    Della morale se ne occupa la propaganda per celare lo scopo derivato dall’utile.
    Dopo sei anni siamo in grado di capire cosa davvero vuole Obama?
    Da tutto quello che è finora emerso sembra che lo scopo strategico della sua politica sia di arrivare ad una partnership regionale con l’Iran, che allontanerebbe lo spettro di un confronto militare nel golfo Persico tra Washington e Teheran.
    Per fare questo bisognerà che qualcuno, diverso dagli USA, paghi il prezzo.
    Ed è anche probabile che continuando nei binari della vecchia politica americana preobamiana questo scontro con l’Iran sarebbe divenuto col tempo naturale e inevitabile.
    Almeno così dovrebbe pensare Obama in questa ipotesi.
    Uno scontro non sarebbe cosa da poco per gli USA e coinvolgerebbe gli interessi di tutti quelli che sarebbero gravemente danneggiati dall’ inagibilità dello stretto di Ormuz, da cui passa buona parte del petrolio indispensabile alle economie di vari paesi, tra cui la Cina.
    Quindi, innanzitutto scongiurare questa rotta di collisione, che non é nell’interesse strategico degli USA, né di tanti altri.
    L’Iran sa benissimo di avere il coltello dalla parte del manico e non essendo un paese democratico non ha nulla da temere dai disagi provocati nella propria popolazione né dalla propria inesistente opinione pubblica o da una dinamica politica interna che possa ribaltare il regime al potere.
    Per arrivare ad un accordo con l’Iran- di fatto un appeasement pagato dagli alleati della regione, bisogna sacrificare gli interessi di questi ultimi:
    paesi del golfo e Israele.
    A Obama non frega niente dei palestinesi, così come non frega niente di Israele.
    E non frega niente dell’aumento della tensione che si genererebbe dalla «nascita» di uno stato palestinese nello scacchiere delimitato dal fiume Giordano.
    Il conflitto da risolvere è quello più importante, cioé quello con l’Iran, anche a costo di accenderne degli altri, ma di minore importanza.
    Il cosiddetto conflitto israelo-palestinese é gonfiato ad arte, ma non é così importante per gli USA, per cui può anche aggravarsi se serve all’accordo con l’iran.
    Uno dei modi per iniziare ad accontentare gli appetiti di quest’ultimo potrebbe essere quello di togliere Heszbollah dalla lista delle organizzazioni terroristiche.
    Per potere agire senza dare troppo nell’occhio è necessario che Netanyahu sia ” colpevole” agli occhi dell’opinione pubblica internazionale, che va prodotta ad arte.
    Ma in realtà per Obama “colpevole” è Israele, ora che gli appare un inciampo alla sua politica, con o senza Netanyahu.
    Inutile aggiungere che la politica dell’UE non si discosta minimamente da quella di Obama, che attualmente guida due politiche estere, quella americana e in gran parte quella europea.

    1. @ Milano
      leggo da un po’ le sue analisi su questo sito ma posso affermare che questa è senza dubbio una delle migliori se non la migliore di tutte

  2. Obama ci porterà a situazioni decisamente gravi. La stupidità immensa della politica estera statunitense trova la sua più alta vetta in questo “diversamente abbronzato” tanto da far rimpiangere Bush !
    Da notare che i presidenti “democratici” sono quelli che durante i loro mandati hanno sostenuto guerre inutili e disastrose …

  3. Siamo alla follia del Filo Isis Barack Obama …..quanti danni, irreparabili dovrà fare ancora questo incompetente presidente degli Stati Uniti d’America prima che possa tornarsene a casa ….la sua unica visone …. infangare e distruggere con tutte le sue forze Israele ….

  4. Vorrei far presente a questa spettabile Redazione, la richiesta di pubblicare re sul vostro sito, la lunga intervista / Lettera del Senatore degli Stati Uniti d’America Marco Rubio , la stessa la potete leggere sul sito ” Progetto Dreyfus” e veramente sincera e commuovente, ma allo stesso tempo fa capire quanti errori ha commesso e sta commettendo pur sapendo di commetterli Obama, spero,per i tanti Amici che Amano Israele e sostengono con animo sionista lo stato Ebraico, di avere modo di poterla leggere e rileggere .
    Grazie

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