Società e cronaca

I bambini soldato di Allah: vergognoso silenzio di UNICEF e ONG

Quante volte UNICEF, ONU e varie ONG hanno condotto campagne di sensibilizzazione per combattere l’uso di bambini in guerra? Eppure per i bambini soldato di Allah non si è mai visto niente né sentito una parola. Come mai?

I campi scuola dei bambini soldato di Allah non sono come i campi scuola dei bambini normali, quelli del resto del mondo dove si gioca e si studia. Nei campi scuola dei bambini soldato di Allah si insegna a uccidere, a sacrificarsi al grido di “Allah è grande”, a maneggiare armi ed esplosivi. Si insegna il culto della morte in luogo del culto della vita.

Anche quest’anno Hamas e la Jihad Islamica hanno riaperto le loro fabbriche di martiri bambini, i loro “campi estivi” dove i bambini soldato di Allah imparano le tecniche per uccidere, imparano l’odio non solo verso gli ebrei ma verso ogni cosa che esuli dai dettami dell’Islam.

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Campo estivo a Gaza. I bambini maneggiano armi vere

E’ un lavoro capillare sulle nuove generazioni quello che fanno gli “insegnanti di morte” di Hamas e della Jihad Islamica, un lavoro per fare in modo che le nuove generazioni di bambini arabi non conoscano il significato del termine “pace” ma crescano con il culto dell’odio.

Non hanno nessuna possibilità i bambini soldato di Allah di conoscere strade alternative, non sanno cosa sia lo studio della storia se non quella del Profeta Maometto che insegna loro a odiare l’infedele e a ucciderlo. Per loro il gioco della guerra non è quello che fanno i bambini nel resto del mondo, un gioco appunto. Per loro il gioco della guerra è un addestramento militare a tutti gli effetti da mettere in pratica contro gli infedeli. Una vera e propria fabbrica di terroristi ma soprattutto di martiri pronti ad immolarsi per la causa di Allah.

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Campo estivo Gaza, i bambini inparano a smontare le armi

Dov’è UNICEF, dove sono le ONG che dicono di combattere l’uso dei bambini in guerra? Perché non dicono una sola parola su questo vero e proprio insulto ai Diritti dei bambini? Perché non dicono una parola ben sapendo che questi bambini vengono addestrati alla guerra e vengono usati in maniera a dir poco spregiudicata in atti di terrorismo? Perché all’ONU nessuno ha da obiettare sul fatto che i campi estivi della UNRWA vengono trasformati in campi di addestramento per le nuove generazioni di terroristi?

Eppure tutto avviene alla luce del sole, ogni anno la stessa cosa, ogni anno migliaia di bambini arabi vengono depredati della loro innocenza e avviati al Jihad, indottrinati all’odio e addestrati a uccidere o ad essere uccisi in cambio di un fantasioso Paradiso pieno di vergini e fiumi di miele. Intere generazioni consegnate alla causa del terrorismo islamico.

bambini soldato di allah addestramento
bambini soldato di allah

Come si può fare la pace con chi insegna ai propri figli che il futuro è fatto solo di guerra e di violenza? Come si può solo sperare di vedere un futuro migliore per questi bambini, per questi bambini soldato di Allah quando gli viene insegnato solo come uccidere l’infedele?

Il silenzio di UNICEF e delle ONG che si vantano di difendere i Diritti dei bambini, Amnesty International in testa a tutte, è a dir poco vergognoso. Un silenzio che deborda nella complicità specie nel momento in cui questi bambini, questo esercito di bambini soldato non si limitano solo ad imparare le tecniche di morte ma diventano parte attiva nei combattimenti, diventano carne da macello da sbandierare di fronte alle telecamere quando vengono uccisi in quanto minaccia reale.

A proposito di UNRWA. Nel 2016 insieme ad altre organizzazioni abbiamo dato il via a una campagna per la chiusura della UNRWA con un apposito sito web dedicato. A seguito di pressioni non ben specificate molte di queste organizzazioni hanno fatto però marcia indietro. Noi non ci siamo però arresi e nella impossibilità di rilevare il sito web dedicato abbiamo salvato quanto fatto durante questi anni in una sezione apposita di SP media e nelle prossime settimane decideremo come continuare la nostra battaglia in maniera più incisiva. Nel nostro “backup” mancano alcuni contributi multimediali che caricheremo nelle prossime ore. La battaglia quindi continua a dispetto di chi ci vuole silenziare.

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