Il “buffetto” europeo all’Iran per l’attacco all’Arabia Saudita

Nonostante le buone intenzioni, è difficile avere fiducia in questa Europa

Cattivi ragazzi, così non si fa. È tutta qui la presa di posizione europea sull’attacco iraniano alle infrastrutture petrolifere saudite delle scorsa settimane, una reprimenda “fortissima” trasmessa attraverso un comunicato di Regno Unito, Francia e Germania.

La cosa nuova è che si incolpa apertamente l’Iran per quegli attacchi che hanno messo in pericolo le forniture di greggio a livello globale. La cosa vecchia è che la politica europea nei confronti degli Ayatollah rimane sempre la stessa. Un buffetto, una carezza e via.

I tre paesi europei hanno infatti tenuto a sottolineare che continuano ad essere favorevoli al vecchio accordo sul nucleare iraniano (JCPOA) e che intendono lavorare per trovare una soluzione negoziata che eviti una escalation in Medio Oriente.

Il problema è che l’escalation in Medio Oriente c’è già e non dipende dall’accordo sul nucleare iraniano o dal fatto che il Presidente americano, Donald Trump, si sia ritirato da quell’accordo, ma dipende unicamente dalla politica violenta ed espansionistica iraniana.

È un falso tema quello che gli iraniani abbiano ripreso l’arricchimento dell’uranio a causa della decisione americana. Lo facevano anche prima come ha dimostrato la brillante operazione del Mossad che ha scoperto quello che l’Agenzia Atomica internazionale non ha, o non ha voluto scoprire.

Gli iraniani la corsa all’atomica non l’hanno mai fermata. Nel frattempo però si sono assicurati il controllo di un vastissimo territorio che va dall’Afghanistan al Libano passando per Iraq e Siria (senza considerare lo Yemen) e, attraverso questo controllo, possono minacciare direttamente tutti i loro nemici, a partire da Israele e dall’Arabia Saudita.

Certo, l’atomica iraniana è un problema, o meglio, lo sarà, ma adesso il vero problema è che l’Iran sta portando avanti in maniera molto chiara ed evidente una politica espansionistica senza precedenti. Il tutto sotto gli occhi del mondo, in maniera smaccatamente sfacciata.

E cosa fanno tre delle maggiori potenze europee? Sgridano sottovoce gli Ayatollah per aver distrutto le più importanti raffinerie saudite, gli dicono che «così non si fa» che è da bambini cattivi, gli danno un buffetto e poi tutto come prima.

Missili iraniani minacciano Israele, l’Arabia Saudita e tutti i paesi del Golfo Persico, ma per Regno Unito, Francia e Germania il vero problema è non fare innervosire troppo gli Ayatollah altrimenti ci potrebbe essere una escalation.

Difficile, veramente difficile nonostante tutti gli sforzi che ci mettiamo, avere fiducia in questa Europa che dopo dieci anni non rinnega nemmeno la politica fortemente anti-israeliana vista con Catherine Ashton prima e Federica Mogherini poi e arriva a nominare come Alto Rappresentante per la politica estera europea uno come Josep Borrell.