Mohammad Ali Jafari irgc iran
Mohammad Ali Jafari, capo del Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane (IRGC)

Secondo quanto riferisce la CNN citando un funzionario americano, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC) starebbe per dare il via a imponenti esercitazioni navali nel Golfo Persico al fine di dimostrale la loro capacità di poter bloccare lo Stretto di Hormuz, cioè la maggiore via di transito del petrolio del Golfo, in qualsiasi momento.

«Siamo a conoscenza dell’aumento delle attività iraniane all’interno del Golfo Persico, dello Stretto di Hormuz e del Golfo di Oman, lo stiamo monitorando da vicino e continueremo a lavorare con i nostri partner per garantire la libertà di navigazione e il libero flusso del commercio internazionale» ha detto il capitano William Urban, portavoce del comando centrale degli Stati Uniti alla CNN.

Da diversi mesi, da quando cioè il Presidente americano, Donald Trump, ha deciso di uscire dall’accordo sul nucleare iraniano e di imporre pesanti sanzioni all’Iran, gli iraniani hanno più volte minacciato di bloccare il traffico nello Stretto di Hormuz secondo il principio che “se noi non possono esportare petrolio non lo faranno nemmeno gli altri”.

Non solo, in Iran pensano anche di bloccare l’altra importante via per il passaggio delle petroliere, quella che permette l’ingresso e l’uscita dal Mar Rosso e che passa attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb. Per farlo potrebbero usare i ribelli Houthi dello Yemen. Proprio ieri il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ammonito l’Iran di non cercare di chiudere lo stretto di Bab el-Mandeb che di fatto interdirebbe il traffico nel Mar Rosso, avvisando che una azione del genere darebbe il via a un intervento internazionale al quale parteciperebbe anche Israele.

Pasdaran decisi ad andare avanti con il blocco dello Stretto di Hormuz

barchino assalto iraniano pasdaran
Barchino d’assalto dei Pasdaran all’opera nel Golfo Persico

Pochi giorni fa il capo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Mohammad Ali Jafari, aveva detto che i Pasdaran erano pronti a dare attuazione agli ordini di chiudere lo Stretto di Hormuz, anzi, si auspicava che quell’ordine divenisse ben presto operativo. «Siamo pronti a implementare il piano del Governo in qualsiasi momento» aveva detto Mohammad Ali Jafari. «Dimostreremo che attraverso lo Stretto di Hormuz possono passare tutti o nessuno. Se noi non potremo esportare il nostro petrolio non lo faranno nemmeno gli altri» aveva poi concluso il capo dei Pasdaran.

Casus belli

Lo Stretto di Hormuz potrebbe essere il casus belli in grado di scatenare un conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iran o addirittura tra l’Iran e la comunità internazionale. Troppo importante per il commercio internazionale quella via di transito per lasciare che gli iraniani mettano in atto la loro minaccia. Lo ha ribadito i giorni scorsi anche il segretario alla Difesa USA, James Mattis. «L’Iran ha minacciato di chiudere lo Stretto di Hormuz. Lo hanno già fatto negli anni passati e hanno visto la comunità internazionale reagire compatta. Sarebbe un attacco alla navigazione internazionale e in quanto tale ci sarebbe una risposta internazionale» aveva detto Mattis in una dichiarazione pubblica.