ISIS non è affatto sconfitto, anzi…Un rapporto contraddice Trump

Un rapporto del Dipartimento della Difesa americano smentisce quanto affermato dal Presidente Trump lo scorso dicembre. ISIS non è affatto sconfitto, anzi...

L’ISIS non è affatto sconfitto. Il contrordine arriva dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti pochi mesi dopo che il Presidente Trump aveva annunciato la sconfitta del califfato.

Secondo un rapporto diffuso ieri dal Dipartimento della Difesa americano lo Stato Islamico sta «rinascendo in Siria» e si sta «consolidando in Iraq».

«Nonostante abbia perso il suo califfato territoriale, nell’ultimo trimestre lo Stato islamico ha rafforzato le sue capacità terroristiche in Iraq e stava riemergendo in Siria», afferma il rapporto.

Il Dipartimento della Difesa spiega poi che ISIS è riuscito a coordinare e a organizzare operazioni terroristiche in entrambi i paesi con una certa facilità grazie anche al sostegno locale di cui ancora gode.

Il rapporto contraddice le affermazioni fatte a dicembre dal Presidente Trump secondo cui lo Stato Islamico era stato sconfitto e afferma che la rinascita di ISIS è stata resa possibile dal quasi totale ritiro americano dalla regione senza che i militari americani abbiano finito l’addestramento dei locali e abbiano fornito un armamento sufficiente a combattere il ritorno dello Stato Islamico.

Quello dei militari americani è quasi un J’accuse nei confronti di Trump, colpevole a loro dire di aver avuto troppa fretta nel ritirare buona parte delle truppe americane dall’area.

Soprattutto per quanto riguarda la presenza americana nella Siria nord-orientale (il Kurdistan siriano) i militari affermano che la drastica riduzione delle unità da combattimento ha favorito non poco la ripresa delle attività dello Stato Islamico.

Il rapporto sottolinea come ISIS possa ancora disporre di almeno 30.000 uomini in armi distribuiti tra Siria e Iraq.

Commentando il rapporto Robert Riggs, professore associato di religione e politica all’Università del Bridgeport del Connecticut, ha detto che «sebbene negli ultimi tre anni abbia perso le sue principali conquiste territoriali in Iraq e Siria lo Stato Islamico può disporre ancora di migliaia di combattenti e simpatizzanti».

«Allo stesso tempo – continua – negli ultimi cinque anni ha potenziato il suo “franchising” in Afghanistan, nella penisola del Sinai, nello Yemen, in Libia, in Asia centrale e verso le cellule dell’Europa occidentale le quali hanno adottato il “marchio” ISIS come mezzo per ottenere supporto».

Riggs ha sottolineato che «lo Stato islamico è sostanzialmente diventato Al-Qaida 2.0 ed è ancora una minaccia esistenziale a livello globale».

Il rapporto del Dipartimento della Difesa americano sottolinea infatti come negli ultimi mesi lo Stato Islamico abbia «stabilito un nodo di comando e controllo più stabile e un nodo logistico per il coordinamento degli attacchi» molto simile a quello adottato da Al Qaeda.