Middle East

Israele: gli “arabi moderati” attaccano anche i drusi

Violenti scontri sono scoppiati ieri sera nel villaggio di Abu Snan, in Galilea occidentale, tra le comunità drusa e quella araba. Il bilancio provvisorio di questi scontri è al momento di 35 feriti di cui alcuni feriti in maniera seria.

Gli scontri sono iniziati ieri sera quando alla fine della preghiera del venerdì gli arabi hanno iniziato un fitto lancio di sassi contro alcune abitazioni di cittadini drusi i quali hanno prontamente reagito trasformando il villaggio in una specie di campo di battaglia. Solo l’intervento massiccio delle forze di polizia ha riportato la calma.

Gli arabi accusano i drusi di non aver partecipato alle manifestazioni contro Israele e di essere gli unici che servono nel IDF, da qui l’attacco alle loro case. Da sempre i drusi, anch’essi di etnia araba, sono schierati apertamente con la democrazia israeliana.

La scintilla degli scontri sarebbe stata accesa dalla contestazione di alcuni studenti drusi contro alcuni studenti arabo-israeliani che sarebbero andati a scuola con la kefiah in segno di solidarietà con Khair Hamdan, ucciso dalla polizia mentre cercava di attaccare una camionetta della stessa polizia armato di un coltello.

Il responsabile della comunità drusa di Abu Snan ha lanciato durissime accuse contro gli arabi che vorrebbero costringere tutti a seguire la loro ideologia terrorista e violenta. «Noi siamo cittadini israeliani, difendiamo Israele perché Israele è la nostra patria» ha detto alla stampa.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F.

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One Comment

  1. Per segnare la fine dello Shabbat, la zia ha acceso la candela e abbiamo recitato la benedizione (in italiano, però, l’ebraico non lo sappiamo ancora bene). Poi sono corso ad accendere il computer e ho letto l’articolo di Sarah e ho pensato: Che forti questi drusi e che coraggio!
    Ho pensato che magari si sentono anche un pò abbandonati dagli occidentali. Perché nessuno dei potenti dice abbastanza per aiutare Israele. No. Ho sbagliato. NIENTE DI BUONO. Non dicono niente di buono.
    Allora dopo che ho letto l’articolo di Sarah mi sono commosso e ho messo delle musiche di cantanti israeliani e non so…, dopo un secondo mi sono sentito più forte e mi sono sentito vicino ai drusi, vicino agli ebrei, vicino ai genitori di quelli che stanno piangendo i loro figli morti nell’IDF, vicino alle mogli, ai papà…
    E ho pensato: MAKE ME STRONG, MY GOD!
    MAKE ME UNFRAID!
    Samu

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