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La cantilena del genocidio

bandiera palestinese sulle rovine di Gaza che chiede la fine del genocidio

Il genocidio, inteso come il genocidio per eccellenza, quello degli ebrei. Provate a immaginare un ufficiale delle SS tedesche che riceve l’ordine di avvisare gli ebrei di mettersi in salvo prima di un rastrellamento. O addirittura immaginate che Hitler avesse ordinato a tutti i suoi ufficiali di distribuire volantini che avvisavano gli ebrei di spostarsi da determinate aree perché pericolose e a rischio rastrellamento.  

Assurdo, direte voi. Per i nazisti forse, ma non per l’IDF. Secondo certi fanatici gli israeliani commetterebbero genocidio, però avvisano le loro “vittime” di mettersi in salvo.  

Un altro esempio con un altro genocidio vero, quello del Darfur? Provate a immaginare i diavoli a cavallo, i janjaweed, in Darfur che mandano avanti un messaggero per avvisare i villaggi che stanno per arrivare gli sterminatori. Come mai gli “sterminatori” israeliani avvisano le “vittime di genocidio” di spostarsi per mettersi in salvo?  

La realtà sta tutta nella parola “genocidio” abbinata a “Israele”, una parola che diventa una cantilena ripetuta mille mila volte, in ogni occasione, in ogni contesto anche quando l’argomento e un altro. Genocidio, genocidio… 

Nella Striscia di Gaza ci sono circa 2,5 milioni di palestinesi, ma Israele li ha sempre fatti spostare in luoghi sicuri, tanto è vero che nonostante l’immane distruzione e la estrema pericolosità di una guerra urbana, le vittime sono relativamente poche rispetto al tipo di conflitto. Sempre tante, per carità, ma con un altro esercito potevano essere davvero tante di più.  

Non credo ai numeri di Hamas perché la storia ha dimostrato che i loro numeri sono sempre stati gonfiati. Ma anche se fossero veri, per il tipo di guerra sarebbero un’inezia, anche considerando che Hamas impedisce e ha sempre impedito ai gazawi di mettersi in salvo. E poi prima di dare totalmente la colpa delle distruzioni all’IDF vanno considerati altri fattori, come le migliaia di missili di Hamas e della Jihad Islamica ricaduti sulla Striscia, di cui però nessuno sembra interessarsi. Quanti morti hanno fatto quelle migliaia di missili? Quante vittime? 

Un altro punto: la propaganda di Hamas dice che la maggioranza delle vittime sono donne e bambini. Non è vero ed è lo stesso Hamas ad ammetterlo da oltre un anno, anche se nel silenzio globale. L’Associated Press a giugno del 2024 ha pubblicato un’analisi dei dati del Ministero della Salute di Gaza, da cui è emerso che il 62% dei morti di aprile erano maschi adulti o non avevano un sesso dichiarato. Questo dato è in contrasto con le continue affermazioni del Ministero della Salute, secondo cui donne e bambini rappresentano più del 70% dei decessi a Gaza. 

“La tendenza è significativa perché il tasso di mortalità di donne e bambini è il miglior indicatore disponibile per le vittime civili”, ha osservato l’AP, “eppure il cambiamento è passato inosservato per mesi alle Nazioni Unite e a gran parte dei media, e il Ministero della Salute legato a Hamas non ha fatto alcuno sforzo per mettere le cose in chiaro”. Mentre i media e le Nazioni Unite non hanno esaminato i dati del Ministero della Salute su cui si sono basati per mesi, analisti indipendenti, hanno rivelato numerose falle nei dati già a gennaio. 

Trovo francamente incompatibili l’accusa a Israele di perpetrare un genocidio comparata con il comportamento dell’IDF. Chi vuole fare un genocidio non avvisa prima di bombardare. Anzi, se Israele avesse voluto fare un genocidio avrebbe bombardato a tappeto senza avvisare nessuno e i morti si conterebbero nell’ordine di centinaia di migliaia.  

Un’altra cosa che trovo davvero “strana” è che nei media mainstream la parola “Hamas” sia sostanzialmente assente, ovvero, sembra che Israele combatta contro la popolazione palestinese e non contro interi battaglioni di tagliagole.  

E per tornare all’esempio di Hitler con il quale ho aperto, provate a immaginare un rabbino che ordini a migliaia di ebrei di consegnarsi ai nazisti sapendo di mandarli a morte certa. Impossibile, dite voi? Beh, impossibile per il rabbino ma non per Hamas perché è esattamente quello che ha fatto con le donne e i bambini palestinesi quando non solo gli ha impedito di usare i tunnel per proteggersi, ma gli ha anche impedito di lasciare le zone che di lì a poco sarebbero state bombardate, come da avviso preventivo dell’IDF.  

Chiudo con la condanna ad eterna vergogna per le Nazioni Unite, quelle vere non quelle fasulle di Francesca Albanese o dei “tre esperti” antisemiti. Dopo quasi due anni le Nazioni Unite sono riuscite a condannare Hamas per la strage del 7 ottobre 2023. 706 giorni per dire che quello del 7 ottobre 2023 è stato un massacro commesso da Hamas. Condanna per altro parziale e inserita in un contesto in cui si tende a condannare di più Israele per la risposta piuttosto che il fatto scatenante.  

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