Middle East

La guerra di Gerusalemme

Da molti mesi, nel totale silenzio dei media occidentali, a Gerusalemme capitale di Israele è in corso una vera e propria guerra quotidiana, una guerra che ieri ha trovato il suo apice nell’attentato di un palestinese appartenente ad Hamas contro inermi civili fermi alla fermata del tram e dove ha perso la vita la piccola Haya Zissel Braun di soli tre mesi, un attentato seguito da violenti attacchi da parte araba contro civili israeliani con lancio di pietre contro macchine, passanti e infine contro la polizia che era intervenuta.

E’ il risultato del clima di odio crescente alimentato di recente dalle parole del leader palestinese, Mahmud Abbas (alias Abu Mazen) che senza tanti giri di parole ha detto che “Gerusalemme deve essere liberata dalla presenza ebraica” un vero e proprio incitamento ad attaccare gli ebrei come giustamente ha fatto notare ieri sera il Premier israeliano, Netanyahu.

Ormai gli attacchi a civili israeliani a Gerusalemme sono quotidiani. Solo pochi giorni fa documentavamo l’attacco addirittura ad un asilo nido israeliano da parte di terroristi palestinesi. Ma se ad attaccare deliberatamente dei bambini sono i palestinesi la stampa occidentale fa finta di nulla, quando la polizia giustamente reagisce e arresta questi delinquenti si scatena il finimondo.

La questione di Gerusalemme va chiusa qui, adesso e senza il minimo tentennamento. Gerusalemme è la capitale di Israele, tutta Gerusalemme, e la questione non è in discussione. Non esiste scritto da nessuna parte che Gerusalemme sia in qualche modo una città santa per l’islam. E’ una balla inventata dai palestinesi (loro stessi una balla storica). E’ ora di finirla con questa sciocchezza. Se poi Abu Mazen vuole usare la questione di Gerusalemme per alimentare una terza intifada con il beneplacito dell’occidente è un’altra questione. Ma su una cosa Israele deve rimanere irremovibile: Gerusalemme non verrà mai concessa agli arabi, nemmeno un quartiere, una via o una casa. E se la cosa vi sembra troppo estremista ve ne dovrete fare una ragione.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F.

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2 Comments

  1. I cosiddetti “palestinesi”, come tutti gli arabi, discendono da Ismaele, il figlio di Abramo, avuto dalla schiava egiziana Agar – genesi 16:1-4, 11-16.
    Non sono gli ebrei, ma sono loro fratellastri, covando verso gli ebrei un odio che dura da millenni. Con le loro invasioni gli arabi hanno cercato di appropriarsi della Palestina. Secoli addietro costruirono perfino una moschea dove prima c’era il Tempio di D_o. ora pretendono che quella terra sia loro. Gli ebrei erano già lì da migliaia di anni prima di loro, quando gli arabi neppur esistevano.
    Nella Bibbia è riportato il patto che D_o fece con Agar, il che spiega la grande fortuna degli arabi (il petrolio), Genesi 16:1-4, 11-16, 21:14.21.
    Va precisato che i veri palestinesi sono gli ebrei. Pochi sanno che fino al 1920 questa parola designava unicamente gli ebrei viventi in Palestina. Dopo il 1920 si iniziò a parlare di “arabi palestinesi”, che sarebbe un po’ come dire cinesi italiani, intendendo i cinesi che abitano in Italia. Sempre pochi sanno in diversi paesi arabi i palestinesi NON godono alcun diritto e vivono come apolidi in campi riservati ai profughi. Ciò mostra quanto siano amati dai loro stessi confratelli arabi.
    Dietro quelli che oggi sono chiamati “palestinesi” non c’è alcuna storia né chissà quali antiche origini. Essi sono di cultura araba e arabi di lingua. La loro stessa storia è araba. Dalle nazioni arabe questi cosiddetti “palestinesi” si trasferirono in Palestina nel secolo scorso al solo scopo di impedire l’immigrazione ebraica che iniziava a compiersi in adempimento delle profezie bibliche.
    Nella famosa “guerra dei sei giorni” nel 1967, Israele sconfisse ben 9 stati arabi coalizzatisi contro di lei, in meno di una settimana, difendendo legittimamente la propria terra. dopo tale schiacciante sconfitta, gli arabi che si erano trasferiti in Israele fecero una scoperta che ignoravano del tutto solo pochi giorni prima: erano “palestinesi”!
    Così dovettero pure inventarsi una storia. Con la tipica mentalità araba della conquista, dell’arraffare tutto e trasformare in proprio ciò che non lo è (si pensi, solo per fare un piccolo esempio a tutte le chiese europee dei cattolici trasformate in moschee), rubarono e scopiazzarono la storia altrui (Torah e Vangeli) per farla propria (Corano), inventandosi di essere discendenti degli antichi filistei. Una vera e propria assurdità storica. In verità essi sono solo arabi trasferitosi in Israele da nazioni arabe lo scorso secolo, e che neppure gli arabi rivogliono più.
    La diaspora ebraica della Palestina non avvenne dopo il 70, ma nel secondo secolo, quando i romani sconfissero l’ultima resistenza ebraica a Masada, presso il Mar Morto.
    L’imperatore Adriano inferocito verso gli ebrei che non si piegavano, voleva non solo cancellarlo dalla faccia della terra ma estipare anche qualsiasi cosa che li ricordasse, perfino il nome di quella terra. sapendo che anticamente era stata abitata dai filistei, la chiamò Palestina, che è la versione latina di Filistea.
    Venite, distruggiamoli come nazione e il nome di Israele non sia più ricordato!”
    Sia Adriano che quello psicopatico rabbioso che guida ora l’Iran e sia gli attuali “palestinesi” sono perfettamente rappresentati dai genocidi descritti nei salmi di Davide. Non sanno, poverini, che la Bibbia dice per bocca del profeta Zaccaria che D_o disse “chi tocca voi, tocca la pupilla dell’occhio mio”.
    Nel Corano coloro che vogliono chiamarsi palestinesi non sono neppure nominati: semplicemente non esistevano. La pretesa palestinese che la terra d’Israele fosse stata la loro è assolutamente contraria non solo alla storia ma alla stessa storia islamica. Il medesimo nome arabo di Falastìn che i palestinesi usano per la terra ebraica deriva da quello latino dato dai romani, e non dall’arabo. La loro misera e breve storia, motivata solo dall’odio verso il popolo di D_O e dalla ruberia della terra altrui, è iniziata nel 1967.
    Arafat, dittatore siriano, capo dell’OLP dichiarò: “Tu non rappresenti la Palestina come piace a noi. Non dimenticare mai questo unico punto: non esiste un popolo palestinese, vi è solo la Siria. Siete parte integrante del popolo siriano.”.
    Il suo comandante militare disse: “è solo per ragioni politiche che sottolineiamo la nostra identità palestinese che serve solo a fini tattici. La fondazione di uno stato palestinese è un NUOVO STRUMENTO nella lotta continua contro Israele.”
    Qualcuno fa notare che i cosiddetti palestinesi hanno in comune con noi ebrei Adamo, Abraamo e soprattutto il Creatore. Questa è un’ovvietà. Potremmo dire allo stesso modo che noi abbiamo in comune con satana una certa propensione alla frutta, specialmente se proibita. Oppure che abbiamo in comune con gli arabi il gusto per le salse piccanti. Chi ne ha più ne metta.
    I palestinesi che non sono una nazione, sono proprio conquistatori di terra altrui al solo scopo di cacciare gli ebrei. È questo che indica la loro vera e brevissima storia “palestinese”.
    Gli ebrei non hanno colonizzato le terra d’Israele. Essa è degli ebrei da millenni. Lo Stato d’Israele è legittimo e riconosciuto. I “palestinesi” sorsero solo nel 1967, e non erano altro che arabi trasferitisi lì da nazioni arabe nel secolo scorso al solo scopo di impedire che gli ebrei vi tornassero. Tutta la dominazione araba in Israele è ridotta a una ventina d’anni nel 7° secolo, quando i “palestinesi” neppure esistevano.
    Se potessero, i palestinesi farebbero peggio dei romani e lo dimostrano con i loro vili attentati, spalleggiati dai vari farneticanti dittatori che capeggiano il Medio Oriente.
    Qui non sto facendo la catalogazione dei buoni e dei cattivi. Sto solo precisando la vera storia della Terra d’Israele.
    C’è una storia millenaria d’inimicizia tra ebrei e arabi. La Torah la spiega e ne dà le ragioni. Iniziò con Ismaele, da cui discesero gli arabi. Gli ismaeliti erano beduini che per lo più abitavano in tende. Erano famosi per la loro bellicosità e violenza. Persone intrattabili, come il loro antenato Ismaele, del quale D_O stesso profetizzò: “Egli sarà tra gli uomini come un asino selvatico. La sua mano sarà contro tutti.”
    L’ostilità di Ismaele nei confronti di Isacco è stata tramandata ai suoi discendenti che arrivarono al punto di odiare il Dio di Isacco. La dimostrazione è che essi odiano D_O e vogliono annientare Israele.
    Sarebbe ora di smetterla di fare discorsi qualunquisti e buonisti. Gli arabi come popolo sono quello che sono: degni discendenti del loro antenato Ismaele, bellicoso e arrogante. Ciò non toglie che D_O ne abbia fatto una grande popolazione, in adempimento al patto che fece con Agar. Ciò non toglie neppure che singoli arabi possano avere l’approvazione di D_O. come popolo però rimangono quello che sono, col perdurare del loro odio antico verso Israele.
    Ci sono persone che con la loro ideologia sembrano scegliere sempre la parte sbagliata. I tossicodipendenti? Vanno aiutati legalizzando la droga. Gli omosessuali? Poveretti, vanno compresi legalizzando i matrimoni gay. I clandestini? Poveracci, vanno accolti a braccia aperte, dando loro cittadinanza e casa. Tutte cose sacrosante. E i palestinesi? Poverini anche loro, vanno aiutati a mantenere la terra (altrui).
    Tutta la simpatia verso i palestinesi nasce dalle totale disinformazione dell’immaginario collettivo che crede- erroneamente – che loro siano lì da secoli e secoli e che poi sono arrivati gli ebrei a cacciarli. La verità è che non è mai esistito un popolo palestinese.
    Occorre distinguere tra arabi e arabi? La Fallaci non la pensava così. Per lei non c’erano arabi buoni e arabi cattivi. Generalizzazione? Fallaci generalizzava? Certo che sì. Però, ci sono generalizzazioni stupide, è vero, ma ci sono anche quelle con fondamento.
    Riassumendo:
    La lotta milleniale tra ebrei e arabi ha origini antiche.
    È esposta nella Torah e perfino profetizzata.
    Israele è rientrato nella sua terra in adempimento alle profezie bibliche.
    Ci rimarrà finché subirà l’attacco finale per annientarla, alquanto prossimo, e a quel punto il nostro Messia arriverà e Israele sarà salvato. Così sta scritto.
    D_O chiama i singoli senza riguardo alla loro nazionalità. Anche i cosiddetti palestinesi? Certo che sì. Anche gli arabi? Indubbiamente.
    D_O ha rispettato il patto fatto con l’egiziana Agar e i suoi discendenti, i popoli arabi, sono stati benedetti con grande prosperità.
    Le nazioni tutte saranno frantumate con verga di ferro.
    Alla fine, “tutti quelli che saranno rimasti di tutte le nazioni venute contro Gerusalemme, saliranno di anno in anno a prostrarsi davanti al Re, al Signore degli Eserciti” dice il profeta Zaccaria.
    Si prospettano tempi tragici per Gerusalemme: la città santa diverrà il centro del prossimo conflitto mondiale. Sarà attaccata da molti e distrutta. Tuttavia, il suo destino decretato da D_O, è diventare centro di pace per la terra.
    Gerusalemme è molto di più di una città: essa ha un valore altamente spirituale.
    È la città di D_O.

  2. Ciao Vittoria,ottimo commento.Mi pare che non si voglia sentire anche la voce di Israele,come detto in questo stesso sito sembra veramente una sorta di Lodo Moro in cui per non farsi fare del male da cellule impazzite si cerca di venire incontro ad ogni tipo di richiesta palestinese palesando che invece e per la pace che ci si muove.Si vero a tutti fa comodo non avere terrorismo dentro i propri confini,ma bisogna anche fare i conti con il popolo di Israele che è ripetutamente sotto attacco e probabilmente cerca di non far esportare il terrorismo.Come spiegare se no l’indifferenza verso lo Stato Ebraico?Troppo comodo nelle ricorrenza dell’olocausto o cose simili dire Israele ha diritto a difendersi…dovrebbe essere detto sempre visto la continua aggressione che subisce.
    Si Vittoria….sono con te al 100%..

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