La memoria corta dell’occidente su Erdogan, l’islamista amico di ISIS

Nella mia vita ho sempre difeso l’idea di una Unione Europea che potesse fare la differenza. Oggi mi ritrovo a vergognarmi di far parte di questo assurdo agglomerato di codardi

Scrive Shimrit Meir su Yedioth Ahronoth riferendosi a Donald Trump: «chiunque in Medio Oriente con gli occhi in testa capisce che l’uomo a Washington ha perso la testa».

Meir si indigna non solo per l’aggressione turca al Kurdistan siriano ma soprattutto per quello che lui chiama «un premio ad Erdogan» cioè l’invito alla Casa Bianca fatto da Trump ad Erdogan per il prossimo mese di novembre. Uno sfregio al mondo e soprattutto a chi ha dato la vita per salvarci da ISIS.

Lo sfregio appare ancora più evidente se si torna un po’ indietro nel tempo. Impossibile infatti non ricordare come Erdogan non solo rifiutò di combattere lo Stato Islamico costringendo l’America a intervenire, seppure in alleanza con i curdi, ma come per anni favorì l’espansione di Daesh facendo affari milionari con i terroristi e favorendo il passaggio dei terroristi occidentali attraverso la Turchia.

Erdogan non è un leader qualsiasi. Erdogan è il vertice della Fratellanza Musulmana, una organizzazione internazionale votata alla conquista islamica del mondo che con la sua ideologia ha ispirato lo Stato Islamico, Al Qaeda, Hamas e tanti gruppi terroristici islamici.

Lo dovrebbero ricordare tutti coloro che oggi difendono l’assurda decisione presa da Trump arrampicandosi sugli specchi pur di non ammettere la follia di tale decisione, pur di non ammettere che quel “campione della lotta all’Islam” come veniva definito il Presidente americano dai suoi adepti, alla fine altro non è che l’ennesimo cinico calcolatore che finisce per favorire proprio l’espansione islamica invece di combatterla.

L’invito a Washington poi è proprio una chicca, la ciliegina sulla torta di una follia che davvero non trova una giustificazione plausibile se non appunto con la pazzia.

Non da meno sono gli europei, coloro che hanno dato al leader islamista sei miliardi di Euro per fare in modo che chiudesse milioni di rifugiati siriani in invivibili campi profughi pur di non “disturbarci”, coloro che sono rimasti a guardare oltre 10.000 combattenti curdi morire nella guerra con Daesh, una guerra che i curdi hanno combattuto proprio per l’Europa, per noi.

Abbiamo pagato l’uomo più pericoloso del mondo, l’uomo che da anni lavora indisturbato con la Fratellanza Musulmana per islamizzare l’Europa partendo dai Balcani.

E ora l’Europa non è nemmeno in grado di mettere insieme due parole di condanna per la vergognosa aggressione turca al Kurdistan Siriano.

Il successore della Mogherini, Josep Borrell, nemmeno si è fatto sentire. Sono così preoccupati della minaccia lanciata da Erdogan di inondare l’Europa con milioni di profughi siriani che il solo pensiero gli fa tremare le gambe e cucire le bocche.

Nella mia vita ho sempre difeso l’idea di una Unione Europea che potesse fare la differenza. Oggi mi ritrovo a vergognarmi di far parte di questo assurdo agglomerato di codardi.