Middle East

Le manifestazioni in Iran sono la prova del fallimento di Obama e Mogherini

Mentre in Iran le Guardie della Rivoluzione (i pasdaran o IRGC) gioiscono per le vittorie militari in Siria e fanno i bulli con i loro nemici senza lesinare spese per lo sviluppo di nuove armi (solo pochi giorni fa hanno presentato un nuovo missile balistico) il popolo vive nella miseria con una disoccupazione galoppante al 12,4% (1,4% in più solo nell’ultimo anno) e una povertà sempre più diffusa, e questo nonostante il fatto che grazie all’accordo sul nucleare iraniano negoziato e voluto dalla coppia Obama-Mogherini, all’Iran siano state tolte praticamente tutte le sanzioni e siano stati sbloccati centinaia di miliardi di dollari.

Non è ancora una nuova “onda verde” quella che si vede nelle strade di Teheran e delle maggiori città iraniane, anche perché la repressione è come sempre spietata, ma è il sintomo che il fuoco della rabbia cova sotto la cenere del malcontento.

Agli iraniani non interessano le smanie espansionistiche dei pasdaran e degli Ayatollah, il popolo iraniano non ha nulla contro Israele e tanto meno è interessato alle sorti di Assad o a rifornire di armi gli Hezbollah e Hamas, agli iraniani interessa poter vivere in modo dignitoso come conviene a un grande popolo civilizzato quale dovrebbe essere quello persiano.

Secondo la retorica di Obama e Mogherini la sollevazione delle sanzioni all’Iran avrebbe portato pace nella regione e un importante miglioramento del tenore di vita degli iraniani oltre ad allontanare la minaccia nucleare. Bene, nessuna di queste cose è avvenuta. La regione rischia di andare completamente in fiamme a causa della presenza iraniana in Siria e dell’appoggio di Teheran a gruppi terroristici islamici quali Hezbollah e Hamas, per non parlare dell’appoggio iraniano ai ribelli Houthi in Yemen, tutte azioni rese possibili dal sollevamento delle sanzioni e dal recupero di ingentissime somme di denaro. La gente in Iran è sempre più povera, il lavoro manca e i pochi risparmi che avevano gli iraniani sono stati fagocitati dalle banche in mano al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) in combutta con gli Ayatollah i quali controllano tutta l’economia e non solo. E che dire della minaccia nucleare? Il programma balistico iraniano prosegue senza sosta e sebbene gli ispettori della AIEA confermino che a grandi linee l’Iran rispetta l’accordo concluso con le grandi potenze, non sono in grado di controllare le strutture militari in quanto gli viene impedito, siti dove probabilmente, come in passato, gli iraniani proseguono il loro sviluppo nucleare.

Gli Ayatollah sono più interessati a preparare guerre espansionistiche piuttosto che al benessere del loro popolo.

Le manifestazioni in Iran sono la prova provata che tutto il meccanismo messo in piedi dal duo Obama-Mogherini era basato sul nulla cosmico di una politica completamente accondiscendente con l’Iran degli Ayatollah e non con l’Iran del popolo persiano, un meccanismo che invece di portare il mondo verso una pace possibile lo ha catapultato sull’orlo di un conflitto regionale che immancabilmente avrà ripercussioni a livello globale.

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