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Middle East

Medio Oriente: ma di cosa parla l’ambasciatore russo in Libano?

L’ambasciatore russo in Libano capovolge totalmente la realtà dei fatti e accusa gli Stati Uniti (e Israele) di voler innalzare la tensione in Medio Oriente. Ma la realtà sul terreno dice l’esatto contrario

Si dice sempre che la politica in Medio Oriente sia quanto di più difficile da capire al mondo. Questo perché in quella regione nulla è quello che sembra e le cose cambiano così in fretta da rendere la politica in Medio Oriente il più delle volte indecifrabile o, più propriamente, altamente interpretabile.

Se questo assunto vale per buona parte della regione, non vale per quanto riguarda quello che riguarda lo scontro tra Iran e Israele.

Nello scontro in atto tra le due maggiori potenze regionali è tutto chiarissimo, non c’è nulla di interpretabile. Da un lato ci sono gli Ayatollah iraniani che da anni stanno facendo di tutto per posizionarsi in una posizione a loro favorevole per poter attaccare Israele. Dall’altro ci sono gli israeliani che cercano di impedirlo.

L’Iran non fa mistero delle sue intenzioni nei confronti di Israele. Ci sono decine di dichiarazioni che partono dall’Ayatollah Khamenei fino all’ultimo dei militari che confermano l’intenzione da parte di Teheran di attaccare e distruggere lo Stato Ebraico.

In questo contesto e con questo obiettivo l’Iran sta usando in maniera molto spregiudicata la Siria e il Libano.

Nel primo caso i pasdaran iraniani – per loro stessa ammissione – si sono attestati stabilmente in Siria dove, oltre ad Hezbollah, hanno anche una sorta di esercito sciita formato da miliziani sciiti proveniente da tutto il mondo denominato “Esercito Islamico Unito”, 80.000 uomini pronti a riversarsi in Israele.

Nel secondo caso usano a loro piacimento Hezbollah con lo scopo di aprire un doppio fronte al nord rischiando però di trascinare il Libano nella guerra tra Iran e Israele. Non è un caso che i tunnel di Hezbollah che dovevano servire ad invadere la Galilea partano dal territorio libanese.

Ora, succede che in questo contesto l’ambasciatore russo in Libano, Alexander Zasypkin, parlando con l’agenzia di stampa russa Sputnik accusi la politica americana di contribuire ad innalzare il rischio di un conflitto tra Libano e Israele.

Secondo Alexander Zasypkin «invece di cercare di affrontare le tensioni nella regione insieme alla Russia e ad altri paesi, gli Stati Uniti hanno lanciato una campagna contro Iran e Hezbollah, rendendo la situazione ancora più instabile».

Ora fermiamoci un attimo a ragionare su queste affermazioni. Abbiamo l’Iran che da mesi, forse anni, prepara l’invasione di Israele dalla Siria e lo dichiara senza problemi. Abbiamo Hezbollah che scava tunnel che dal Libano entrano in Israele con l’intenzione di invadere la Galilea e per l’ambasciatore russo sarebbero gli americani che rischiano di scatenare una guerra tra il Libano e Israele?

Questo non è nemmeno un semplice capovolgimento della realtà, questa è follia pura.

La Russia, piuttosto, dovrebbe evitare di innalzare la tensione in Medio Oriente smettendo immediatamente di appoggiare e coprire il posizionamento iraniano in Siria, smettendo di concedere agli iraniani il permesso di trasportare armi in Libano attraverso la Siria. Mosca dovrebbe smettere di considerare Hezbollah un partito politico e consideralo invece un gruppo terrorista che possiede uno degli eserciti più armati e pericolosi del Medio Oriente. Altro che accusare la politica americana di innalzare la tensione nella regione.

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