Palestina: quei maledetti 50 miliardi di dollari

Il Piano di pace americano ha letteralmente terremotato la dirigenza palestinese. È andato a vedere la carte dimostrando che ai boss di Ramallah e di Gaza del benessere dei palestinesi non interessa nulla

Per capire cosa vuol dire un aiuto alla Palestina pari a 50 miliardi di dollari, così come proposto dal Piano di Pace Americano, basterebbe fare il paragone con una delle terre più povere del mondo come il Congo.

Andando a vedere (sommariamente) gli aiuti internazionali alla Repubblica Democratica del Congo, intesi come aiuti pro capite, si scopre che fino a ieri, cioè prima del piano di pace americano, la Repubblica Democratica del Congo riceveva poco più di 170 dollari contro gli oltre 3.100 dollari dei cosiddetti palestinesi (il dato si riferisce a qualche anno fa ma nel frattempo la forbice si è addirittura dilatata).

Questo già di suo faceva della cosiddetta Palestina l’entità (perché ancora non è uno Stato) che più di tutti al mondo beneficiava degli aiuti internazionali.

Eppure nonostante la pioggia di miliardi ricevuti durante questi anni, la cosiddetta Palestina rimane estremamente povera e retrograda, con poche infrastrutture e uno sviluppo ai minimi termini.

Questo non è dipeso né da Israele, come molti pro-pal sostengono, né dalla comunità internazionale che ha riempito i forzieri palestinesi come non ha mai fatto con nessun altro al mondo, ma è dipeso dal fatto che molto di quel denaro è stato speso per sostenere il terrorismo e soprattutto perché si è perso nei mille rivoli della corruzione endemica in seno alla dirigenza palestinese che nel corso degli anni ha accumulato ricchezze inimmaginabili mentre la popolazione veniva tenuta volontariamente al limite del livello di povertà.

Volontariamente, perché è più facile controllare e condizionare un popolo povero e retrogrado piuttosto che un popolo operoso e sviluppato.

Ora tutto questo viene letteralmente spazzato via dal Piano di pace americano, non tanto per la somma prevista per la sua implementazione (quasi otto volte il PIL nominale palestinese) quanto piuttosto per il fatto che quei 50 miliardi di dollari saranno destinati esclusivamente allo sviluppo palestinese e non saranno nella disponibilità diretta della dirigenza palestinese ma verranno gestiti da organismi ad hoc esterni evitando così che anche questo denaro finisca nei conti dei boss di Ramallah e di Gaza.

Con il piano di pace americano vengono quindi a mancare due cose che per i boss palestinesi sono fondamentali: la gestione dei fondi e, soprattutto, la possibilità di tenere la popolazione in uno stato di indigenza permanente, una condizione indispensabile per tenere viva la fiamma della guerra con Israele.

Ora, per giustificare il loro rifiuto i boss palestinesi sostengono che nel “piano del secolo” manca qualsiasi riferimento ad uno Stato palestinese e che quindi gli americani vogliono sostanzialmente comprarsi il cosiddetto “popolo palestinese” e ridurlo semplicemente ad una entità informe e senza una identità nazionale.

Beh, non è vero. Ieri, durante in convegno tenutosi in Bahrain, uno dei principali artefici del “piano del secolo”, Jared Kushner, ha spiegato infatti che questa è solo la prima fase del piano, completamente incentrata nell’aumentare il benessere dei palestinesi, ma che in una seconda fase si affronteranno le questioni politiche dove, giocoforza, si parlerà anche di uno Stato palestinese.

Il problema vero è che il Piano di pace americano è andato a vedere le carte, è andato cioè a smascherare oltre 70 anni di bugie con le quali la corrotta dirigenza palestinese, con il fondamentale aiuto arabo e dell’occidente, ha tenuto in scacco il mondo intero oltre alla stessa popolazione palestinese.

Gli americani hanno osato fare quello che nessuno prima aveva fatto, mettere cioè il benessere della popolazione palestinese prima di qualsiasi cosa, prima dell’ideologia, prima delle questioni politiche e persino prima dell’idea di uno Stato palestinese.

E poi c’è quella vera e propria bestemmia che è il mancato controllo delle somme da parte dei boss di Ramallah e Gaza. Se non possono fare la cresta sugli aiuti, se non possono destinarne una parte al sostegno dei terroristi (anche attraverso generosi vitalizi alle famiglie dei “martiri”), se non possono comprarci armi, a cosa diavolo servono quei maledetti 50 miliardi?